Home Politica Call center anti evasione ad Aprilia, arriva la critica dalla sinistra

Call center anti evasione ad Aprilia, arriva la critica dalla sinistra

In una nota congiunta i partiti della coalizione sollevano forti dubbi sull'efficacia della scelta di affidare ad esterni il servizio

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“La decisione della Commissione straordinaria di destinare 100.000 euro a un call center esterno per il sollecito dei tributi non versati desta molteplici dubbi”.

Anche il centrosinistra non è convinto della soluzione individuata dalla commissione straordinaria, che ha deciso di affidare ad un call center sterno, l’incarico di individuare gli evasori della Tari.

“La lotta all’evasione fiscale – dicono in una nota i partiti della coalizione – è una priorità imprescindibile, ma proprio per questo deve essere portata avanti con strumenti già efficaci, concreti e verificabili, non attraverso iniziative dall’impatto incerto e dal costo rilevante”, sostengono le forze politiche dello schieramento, riprendendo un aspetto della vicenda già messo in evidenza dal partito di Fratelli d’Italia, ovvero la mancata previsione della possibilità di aderire alla rottamazione.

“Prima di impegnare una cifra così significativa – si legge ancora nel comunicato stampa di Avs, Pd, Aprilia Domani, Movimento Cinque Stelle e Italia Viva – riteniamo fosse necessario un approfondito studio di tutte le leve fiscali a disposizione dell’ente. Tra queste, ad esempio, riteniamo un errore non aver aderito alla cosiddetta rottamazione quinquies, che avrebbe rappresentato un’opportunità concreta per aiutare i cittadini a regolarizzare le proprie posizioni debitorie e chiudere contenziosi aperti”.

“Si tratta di una scelta – aggiunge il polo progressista – che lascia interrogativi sia sul piano dell’efficacia che su quello delle priorità amministrative. Investire 100.000 euro in un servizio esterno, senza aver pienamente valorizzato strumenti già disponibili e potenzialmente più incisivi, appare una decisione poco convincente”.

“Chiediamo quindi chiarezza – concludono – sui risultati attesi e sulle valutazioni che hanno portato a questa scelta. La lotta all’evasione richiede serietà, programmazione e uso responsabile delle risorse pubbliche, un primo strumento da mettere in campo potrebbe essere l’aggiornamento del catasto per l’individuazione dei cosiddetti immobili fantasma (non dichiarati) e per la correzione delle difformità tra lo stato reale degli edifici e quanto registrato nei database ufficiali, individuando così le utenze non registrate.”

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