L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie legate all’età rappresentano una delle sfide più complesse per il sistema sanitario. È da questa consapevolezza che prende forma “SEN.ior HE.alth CA.re”, il nuovo progetto sperimentale della ASL Roma 6 presentato all’Ospedale Paolo Colombo di Velletri e dedicato alla presa in carico degli anziani fragili affetti da disturbi cognitivi.
L’obiettivo è ambizioso: costruire un percorso assistenziale capace di accompagnare il paziente lungo tutte le fasi della cura, superando la frammentazione dei servizi e favorendo una maggiore integrazione tra ospedale, territorio e professionisti della riabilitazione.
Il progetto è stato illustrato dal dottor Antonio Romanelli e dalla dottoressa Maria Rita Molinari, che hanno spiegato come il nuovo modello punti a individuare precocemente le condizioni di fragilità già dall’accesso al Pronto Soccorso, garantendo una presa in carico più tempestiva e personalizzata.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la realizzazione di spazi specificamente pensati per le persone affette da demenza. Ambienti progettati per ridurre il disorientamento, migliorare il comfort e favorire il benessere sia dei pazienti che dei familiari. Prima della presentazione ufficiale, l’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, Massimiliano Maselli, ha visitato la stanza dedicata all’interno del reparto di Medicina d’Urgenza, realizzata grazie al contributo di associazioni, aziende e realtà del territorio che hanno scelto di sostenere l’iniziativa.
Alla presentazione hanno preso parte, oltre ai vertici aziendali della ASL Roma 6, anche il sindaco di Velletri Ascanio Cascella, il sindaco di Lariano Francesco Montecuollo e numerosi rappresentanti del mondo associativo e sanitario.
«L’invecchiamento della popolazione rappresenta una delle principali sfide che siamo chiamati ad affrontare», ha sottolineato l’assessore Maselli. «Per questo è fondamentale investire in modelli assistenziali innovativi che sappiano integrare ospedale, territorio e servizi, mettendo al centro la persona e la qualità delle cure».
Sulla stessa linea il direttore generale della ASL Roma 6, Giuseppe Profico, che ha definito il progetto «un esempio concreto di innovazione organizzativa e multidisciplinarietà», capace di tradurre in pratica un nuovo modo di intendere l’assistenza agli anziani più fragili.
L’iniziativa segna così un ulteriore passo avanti verso una sanità sempre più vicina ai bisogni della popolazione, dove la cura non si limita alla gestione della malattia ma diventa un percorso continuo di accompagnamento, attenzione e sostegno alle persone più vulnerabili.
