Da oggi, martedì 11 agosto, riapre ai visitatori l’isola di Santo Stefano e, con essa, l’area dell’ex Carcere Borbonico, uno dei luoghi più simbolici della storia di Ventotene.
Le visite proseguiranno fino al 30 settembre 2026, con un limite massimo di 24 persone al giorno. Una scelta pensata per garantire una fruizione sicura e rispettosa del valore storico e ambientale dell’isola.
Per partecipare sarà necessario prenotare presso il Centro Visite della Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano, al Porto Romano.
Un carcere costruito alla fine del Settecento
L’ex carcere di Santo Stefano rappresenta una testimonianza importante della storia penitenziaria e politica italiana.
La costruzione dell’ergastolo fu affidata nel 1793 da Ferdinando IV di Borbone all’ingegnere Francesco Carpi. Il complesso entrò in funzione nel 1795.
La struttura a ferro di cavallo fu progettata secondo i principi del panopticon, con un sistema che permetteva di controllare visivamente i diversi bracci da un unico punto centrale.
Per quasi due secoli il carcere ha ospitato detenuti comuni, condannati politici e protagonisti di alcune delle fasi più difficili della storia italiana.
Il legame con la storia europea
Santo Stefano è legata anche alla vicina Ventotene e alla storia dell’Europa contemporanea.
Durante il confino fascista, nel 1941, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi elaborarono sull’isola di Ventotene il celebre Manifesto di Ventotene, divenuto uno dei documenti di riferimento del progetto di un’Europa libera e unita.
La riapertura di Santo Stefano arriva inoltre dopo un passaggio importante nel percorso di recupero del complesso.
Nel maggio 2026 si sono conclusi i collaudi relativi agli interventi di messa in sicurezza, aprendo una nuova fase verso la restituzione del Panopticon alla comunità.
Caputo: «Un momento importante per Ventotene»
«La riapertura di Santo Stefano è un momento importante per Ventotene e per tutti coloro che riconoscono in questo luogo un pezzo fondamentale della storia italiana ed europea», dichiara il sindaco Carmine Caputo.
«Restituire Santo Stefano ai visitatori significa permettere a cittadini, giovani, turisti e studiosi di entrare in contatto diretto con una storia fatta di sofferenza, di privazione della libertà, ma anche di grandi battaglie civili e ideali».
Il sindaco richiama anche la necessità di proteggere l’ambiente dell’isola.
«Il nostro compito è custodire questo patrimonio e accompagnarne la valorizzazione con grande responsabilità, garantendo al tempo stesso la tutela dell’isola e del suo delicato ecosistema».
Accessi contingentati fino a settembre
La riapertura avverrà quindi con accessi limitati e prenotazione obbligatoria.
«La possibilità di tornare a visitare l’ex Carcere Borbonico, seppure con un numero contingentato di persone, rappresenta un passo concreto e importante. Ventotene vuole continuare a essere non soltanto una destinazione turistica, ma un luogo della memoria, della cultura e dei valori europei».
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi al Centro Visite al numero 0771 85239 o tramite l’indirizzo indicato dal Comune.
