C’è un antefatto che spinge gli investigatori a indagare con attenzione sull’incendio che ha distrutto un’auto parcheggiata in un condominio del centro di Latina poco prima dell’alba di ieri.
Perché la Smart Fortwo avvolta dalle fiamme appartiene a una ragazza di 24 anni che poco meno di un anno fa aveva subito una brutale aggressione degenerata in violenza, da parte dell’ex fidanzato che per quell’episodio è tuttora ristretto in carcere ed è sottoposto a processo.
Tra l’altro il ragazzo, poco più che ventenne, appartiene a una famiglia rom che ha gestito a lungo un’importante piazza di spaccio del capoluogo, smantellata da recenti inchieste sul narcotraffico.
Insomma, i vigili del fuoco non hanno trovato elementi che chiariscono definitivamente la natura dell’incendio, ma le fiamme sono divampate in circostanze alquanto dubbie e il precedente della proprietaria invita gli investigatori della Polizia a valutare tutte le ipotesi. I poliziotti della Questura hanno avviato un’indagine per chiarire l’accaduto e compiere tutti gli accertamenti del caso.
Il precedente non può essere ignorato perché sia il ragazzo detenuto che altri suoi familiari, in passato, sono stati protagonisti di fatti di sangue con incredibile ferocia. Lui stesso era stato arrestato per le botte e la violenza sull’ex fidanzata, solo pochi giorni dopo la sua scarcerazione per il brutale e folle pestaggio di un giovane in centro, punito per uno scambio di battute interpretato come un affronto.
