Home Attualità UGL Lazio: «La crescita diventi lavoro, salari e qualità della vita»

UGL Lazio: «La crescita diventi lavoro, salari e qualità della vita»

Valiani propone una cabina di regia permanente con Regione e parti sociali per coordinare fondi europei, politiche industriali, lavoro e investimenti

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Trasformare la crescita economica del Lazio in occupazione stabile, salari più alti, sicurezza e migliori servizi. È la proposta avanzata dal segretario regionale di UGL Lazio Armando Valiani, che chiede alla Regione di aprire una nuova fase di confronto con le parti sociali sulla programmazione economica dei prossimi anni.

Il punto di partenza sono i dati richiamati dal sindacato: secondo le analisi della Banca d’Italia citate nel documento, nel 2025 l’economia regionale è cresciuta in termini reali dello 0,6%, leggermente sopra la media nazionale. A sostenere l’attività economica sono stati soprattutto consumi privati e investimenti, insieme alle opere pubbliche legate al PNRR e al Giubileo e al contributo delle esportazioni.

«Sono segnali – sottolinea Valiani – che confermano la forza e le potenzialità del sistema Lazio. Ma essere una delle locomotive economiche del Paese comporta una responsabilità: la ricchezza prodotta deve trasformarsi in buona occupazione, salari, sicurezza, servizi e qualità della vita».

I divari tra Roma e le province

Secondo UGL, dietro i dati positivi rimangono diverse criticità. La crescita sarebbe ancora moderata e distribuita in maniera disomogenea tra territori, generazioni e settori. Tra i problemi indicati ci sono occupazione giovanile, stabilità del lavoro, capacità salariale delle famiglie e necessità di nuove competenze per affrontare digitalizzazione, transizione energetica e intelligenza artificiale.

Particolare attenzione viene riservata al rapporto tra Roma e le altre province. Per il sindacato Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo devono assumere un ruolo maggiore nella programmazione regionale, partendo dalle rispettive vocazioni produttive.

Il Lazio meridionale viene indicato come un territorio strategico per farmaceutica, automotive, agroalimentare, economia del mare e logistica, ma bisognoso di politiche specifiche capaci di attrarre investimenti e creare occupazione stabile.

La proposta di una cabina di regia

Al centro della proposta c’è la costituzione di una cabina di regia permanente sulla programmazione economica, sociale ed europea, con la partecipazione delle parti sociali.

UGL chiede un confronto con il presidente della Regione Francesco Rocca e con la Giunta affinché bilancio regionale, DEFR, fondi europei, politiche industriali, formazione, infrastrutture, welfare e lavoro non vengano più affrontati attraverso interventi separati.

La partita riguarda risorse consistenti. Nel documento si ricordano i circa 3,4 miliardi di euro complessivamente disponibili attraverso FESR e FSE+: circa 1,82 miliardi per il primo programma e 1,60 miliardi per il secondo. A questi si aggiungono gli altri strumenti europei e nazionali.

Dieci priorità per il Lazio

Valiani individua dieci grandi temi sui quali costruire il confronto: occupazione giovanile e femminile, salari e produttività, sicurezza e qualità del lavoro, formazione, intelligenza artificiale e digitalizzazione, politica industriale, infrastrutture e mobilità, sanità e welfare, transizione energetica e riequilibrio territoriale.

UGL propone inoltre di mettere in rete i principali asset regionali, dalla farmaceutica all’aerospazio, dall’automotive all’agroindustria, fino a turismo, logistica, cultura, ricerca ed economia del mare.

Il sindacato chiede infine che l’utilizzo delle risorse venga sottoposto a un monitoraggio periodico e trasparente, verificando non soltanto quanto viene stanziato e speso, ma anche quanti investimenti vengono attivati, quante imprese coinvolte e quanti posti di lavoro creati o stabilizzati.

«Non possiamo misurare il successo di una politica soltanto attraverso milioni o miliardi stanziati. Dobbiamo misurarlo attraverso i risultati prodotti nella vita delle persone», sostiene Valiani.

La sintesi della proposta è affidata alla metafora scelta dalla stessa UGL: il Lazio può essere una locomotiva dell’economia italiana, ma «una locomotiva è realmente forte quando riesce a trascinare tutti i vagoni».

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