Dopo il furto subito in quel di Latina al teatro D’Annunzio lo scorso giovedì, il direttore del Fatto Quotidiano ha rilasciato alcune dichiarazioni all’agenzia Adnkronos su quanto accaduto. La frase che spicca maggiormente è quella che aveva lasciato nel dubbio tutti: cosa ci fosse in quei dispositivi elettronici rubati dal camerino mentre lui era sul palco con il suo nuovo spettacolo “Cornuti e Contenti”? La risposta di Marco Travaglio è inconfutabile: “Non c’è alcun segreto” per poi lasciarsi andare alla sua solita verve pungente “Se sono riusciti ad entrare, ma non so nemmeno quello, possono farsi una cultura, glielo auguro”.
Infatti, stando alle parole del direttore, il pc avrebbe la protezione di una password che, dopo tre tentativi blocca lo strumento elettronico. Inoltre, solo uno dei due computer era il suo, l’altro invece, era della segretaria. “Curiosamente – ha spiegato Travaglio – non hanno preso il portafogli. Però hanno portato via il borsellino dove c’era qualche centesimo, un tagliaunghie e un po’ di documenti” Parte della refurtiva anche un cardigan di cachemire.
Da subito era emerso che il giornalista aveva sporto denuncia dell’accaduto, ma ha anche precisato: “Il teatro non ha telecamere, non hanno vigilanza, quindi al momento non abbiamo idea di chi possa essersi infilato lì per rubarli”.
Dunque, al di là delle indagini che partono da pochissimi punti fermi: ovvero che il camerino si trova nei pressi delle quinte e che non era chiuso a chiave, tant’è che non ci sarebbero segni di effrazione, neppure nessun documento scottante o appunti riguardanti possibili inchieste su cui l’editorialista stava lavorando. Come ha ribadito ad Adnkronos “se cercavano dei segreti non troveranno nulla, io nel mio pc non ho nulla, ho solo i miei pezzi e un po’ di roba di archivio mia, tutta già edita”.
