La seconda seduta della commissione Trasparenza dedicata alla vicenda TIA-Latina Ambiente non chiude il confronto politico sulla diffida da circa 41 milioni di euro avanzata dalla curatela fallimentare.
In commissione sono intervenuti dirigenti e rappresentanti degli uffici comunali. Assenti invece la sindaca Matilde Celentano, il capo di gabinetto e gli assessori politici attesi. La curatela aveva comunicato di non poter partecipare in considerazione della possibile evoluzione contenziosa della vicenda.
Ai commissari sono stati messi a disposizione i verbali del tavolo tecnico TIA, la diffida della curatela, la corrispondenza con il Comune e la relazione straordinaria della procedura fallimentare nella versione pubblicata sul Registro delle Imprese, con alcune parti omesse per ragioni di riservatezza.
Rodà non partecipa e comunica una verifica sulla propria posizione
Uno dei passaggi che ha acceso maggiormente il dibattito riguarda l’assessora alle Partecipate e al Bilancio Antonina Rodà.
La presidente della commissione Maria Grazia Ciolfi aveva chiesto alla sindaca di partecipare almeno all’introduzione dei lavori o di delegare un assessore. Michele Nasso ha comunicato la propria assenza per un impegno fuori sede, mentre Rodà ha fatto sapere che, nelle more di una verifica su una propria potenziale situazione di conflitto di interesse, non avrebbe preso parte alla seduta per ragioni di opportunità.
È su questo punto che Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 chiedono ora un chiarimento formale.
«Quando abbiamo sollevato in passato la questione di un possibile conflitto d’interessi dell’assessora Rodà – affermano i consiglieri – siamo stati accusati persino di sessismo e di giudicarla sulla base dei rapporti con il suo ex marito, Giacomo Mignano. Oggi è la stessa assessora a comunicare che sta verificando la propria posizione. È un fatto che impone chiarezza».
L’opposizione chiede che, qualora venisse effettivamente accertata una condizione di incompatibilità o conflitto, si valuti anche la permanenza delle deleghe. Sulla necessità di chiarire la situazione, riferiscono i consiglieri, si sarebbe espresso anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Cesare Bruni.
Dubbi anche sul ruolo del direttore generale
I gruppi di minoranza pongono inoltre una questione di opportunità relativa al direttore generale Immacolata Pizzella, che ha illustrato in commissione lo stato dell’istruttoria.
L’opposizione richiama il fatto che nel 2012 Pizzella abbia ricoperto la presidenza del consiglio di amministrazione di Latina Ambiente e chiede che anche questa circostanza venga valutata formalmente rispetto al ruolo svolto oggi nel procedimento.
«Non formuliamo giudizi anticipati, ma riteniamo necessario che ogni eventuale profilo di conflitto o di opportunità sia valutato formalmente».
Si tratta, dunque, di una richiesta politica di verifica e non dell’affermazione dell’esistenza di un conflitto già accertato.
Il Comune sta ancora valutando tre strade
Sul piano amministrativo, il quadro resta aperto.
Il direttore generale ha spiegato che l’ente si trova in una fase istruttoria riservata per verificare anche la fondatezza delle somme richieste dalla curatela.
L’Avvocatura comunale ha confermato che non è stata ancora assunta una decisione definitiva e che sono in corso verifiche documentali che coinvolgono tre uffici.
Solo al termine dell’istruttoria verrà predisposta una relazione per l’amministrazione con le diverse opzioni disponibili.
Sul tavolo restano transazione, arbitrato e contenzioso.
L’opposizione: «Il problema era noto da mesi»
Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 riconoscono la necessità degli approfondimenti tecnici, ma contestano i tempi con cui la questione sarebbe arrivata all’attenzione degli organismi politici e consiliari.
Secondo i gruppi di opposizione, la vicenda non sarebbe emersa improvvisamente con la diffida da 41 milioni: documenti e interlocuzioni sarebbero già stati oggetto di passaggi amministrativi nel 2025 e nel gennaio 2026.
Da qui la richiesta di convocare anche un Consiglio comunale monotematico.
«Siamo arrivati alla Trasparenza all’ultimo momento utile, mentre la città ha diritto di sapere quale sia la posizione del Comune».
Noi Moderati torna a chiedere la conciliazione
Nel corso della seduta il consigliere Emiliano Licata ha chiesto di acquisire un documento di Noi Moderati.
Il gruppo ha richiamato la nota del luglio 2025 dell’allora assessore Franco Addonizio, che sollecitava una soluzione transattiva, e ha ribadito la richiesta di nominare un Rup nei termini indicati e di aprire una fase conciliativa.
Noi Moderati dichiara inoltre di dissociarsi da eventuali decisioni che non prevedano l’avvio di un percorso di conciliazione.
Per le opposizioni, questa posizione confermerebbe l’assenza di una linea politica unitaria all’interno della maggioranza.
Dai 29mila euro alla posizione creditoria del Comune
Un altro punto richiamato nel documento riguarda l’evoluzione delle valutazioni svolte negli ultimi mesi.
Secondo quanto ricostruito dall’opposizione, nel tavolo tecnico si sarebbe inizialmente parlato di un debito del Comune verso Latina Ambiente di circa 29mila euro. Successive valutazioni avrebbero invece portato gli uffici a individuare una posizione creditoria dell’ente.
Tre proposte di delibera predisposte dai dirigenti e mai approvate dalla Giunta avrebbero mantenuto questa impostazione.
Per l’opposizione il nodo politico sta proprio qui: capire perché quegli atti non siano mai arrivati all’approvazione e perché non sia stata raggiunta una sintesi all’interno dell’amministrazione.
Vicaro: nessun rischio dissesto
Durante la commissione il dirigente alle Partecipate Diego Vicaro ha escluso che la richiesta avanzata dalla curatela determini un rischio di dissesto per il Comune.
Vicaro ha riferito che l’ente dispone di circa 53 milioni di euro nel fondo contenziosi e che, anche nell’ipotesi del riconoscimento dell’intera somma richiesta, resterebbero circa 12 milioni accantonati.
È stata inoltre illustrata l’ipotesi economica di un eventuale ritorno di Latina Ambiente in bonis, con una possibile ripartizione delle somme tra i soci e una quota per il Comune stimata in circa 21 milioni di euro.
Si tratta, anche in questo caso, di uno degli scenari esaminati e non di una decisione già assunta.
Sullo sfondo anche il procedimento penale
L’opposizione chiede infine che qualsiasi scelta venga ponderata tenendo conto anche del procedimento penale relativo al fallimento di Latina Ambiente, il cui dibattimento è indicato per il 9 dicembre.
«La tutela dell’interesse pubblico deve venire prima di tutto. Ma per tutelare davvero il Comune servono atti chiari, valutazioni verificabili, una regia politica riconoscibile e il pieno coinvolgimento degli organi consiliari».
Dopo due commissioni, dunque, il punto centrale resta ancora quello della decisione: capire quale strada sceglierà il Comune davanti alla richiesta della curatela e, soprattutto, chi assumerà politicamente la responsabilità di quella scelta.
