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Terracina, Tari ancora in aumento: Europa Verde boccia Pef e tariffe

Subiaco contesta il Piano economico finanziario 2026 e sostiene che l’aumento dei costi ricada soprattutto sulle famiglie

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Europa Verde boccia il Piano economico finanziario dei rifiuti e le nuove tariffe Tari approvate dal Consiglio comunale di Terracina nella seduta del 31 luglio.

La quota del Pef da coprire attraverso le tariffe ammonta nel 2026 a 11 milioni e 121mila euro. Nel 2025 era pari a 10 milioni e 959mila euro.

L’incremento annuale è quindi dell’1,47% mentre negli ultimi tre anni i costi complessivi sarebbero cresciuti del 9,5%.

Secondo il consigliere comunale di Europa Verde Gabriele Subiaco non si tratta di un risultato da rivendicare ma dell’ennesimo aumento a carico degli utenti.

Sulle famiglie l’85% dell’aumento

Il Pef assegna circa 7 milioni e 187mila euro alle utenze domestiche e 3 milioni e 934mila euro alle attività economiche.

Le famiglie copriranno quindi quasi il 65% dei costi complessivi. Le imprese sosterranno il restante 35%.

Europa Verde evidenzia soprattutto la distribuzione dell’aumento rispetto al 2025. Dei 161.882 euro aggiuntivi 138.065 euro ricadranno sulle utenze domestiche e 23.817 euro su quelle non domestiche.

In questo modo le famiglie assorbirebbero l’85% dell’incremento complessivo.

Quanto aumenterà la Tari

Gli aumenti riguardano tutte le sei categorie di utenza domestica.

Si va dallo 0,65% per un’abitazione di 80 metri quadrati occupata da sei persone fino al 2,18% per una casa di 100 metri quadrati con un solo componente.

Per una famiglia di tre persone che vive in un’abitazione di 100 metri quadrati la Tari passerà da 330,27 euro del 2025 a 334,22 euro nel 2026. L’aumento è dell’1,2%.

Le attività economiche subiranno invece un incremento medio dell’1%. La variazione oscilla dallo 0,56% per le plurilicenze alimentari o miste all’1,70% per ristoranti trattorie osterie pizzerie e pub.

Secondo i dati riportati da Europa Verde nel periodo compreso tra il 2023 e il 2026 l’aumento medio sarebbe vicino al 14% per le famiglie e allo 0,5% per le imprese.

Subiaco: «Ennesimo aumento»

«Abbiamo bocciato convintamente e numeri alla mano il PEF e le conseguenti TARIFFE (TARI) e rimaniamo davvero esterrefatti davanti al tentativo propagandistico di questa maggioranza e in particolare del partito di maggioranza relativa Fratelli d’Italia, di voler far passare questa come una vittoria, definendola senza vergogna “un risultato importante che rappresenta un segnale concreto di responsabilità amministrativa e di attenzione nei confronti dei cittadini”».

«Visto che invece dovrebbero dire ai cittadini che siamo di fronte ad una gestione davvero superficiale del PEF e all’ennesimo aumento la cui entità è stata contenuta (dal 6,3% di partenza al 1,5% grazie ad alcuni accantonamenti di bilancio per contenziosi resisi utilizzabili a seguito di sentenza favorevole all’Ente) con una pressione sugli uffici nelle ultime ore prima dell’approvazione».

Il consigliere contesta anche i tempi con cui sarebbero stati affrontati il Pef e le tariffe.

«Dopo che del PEF e delle Tariffe nessuno si era curato (sia la politica che gli uffici) per mesi, come dimostra la determina di affidamento della redazione del PEF datata 18 giugno e le dichiarazioni stesse della maggioranza di essere stata messa a conoscenza del PEF solo a pochi giorni dalla scadenza, quando la scadenza perentoria del 31 luglio, per l’approvazione del PEF e delle Tariffe, era nota a tutti».

I costi cresciuti del 20% dal 2020

Subiaco richiama anche l’andamento del Piano economico finanziario negli ultimi anni.

Il valore sarebbe passato dai 9 milioni e 208mila euro del 2020 agli oltre 11 milioni del 2026 con una crescita del 20,7%.

Nello stesso periodo il costo unitario del servizio è salito da 36,70 a 46,51 centesimi per ogni chilogrammo di rifiuti prodotti. L’aumento indicato è del 26,7%.

«Sono anni che assistiamo ad un incremento costante dei costi del PEF che è passato da 9.208.434€ del 2020 a 11.121.398€ del 2026 con un incremento del 20,7%».

«Incrementi di costo che purtroppo non sono giustificati né dall’aumento dei rifiuti prodotti, né dal miglioramento della qualità, dal momento che sia il volume totale di rifiuti prodotti che la percentuale di raccolta differenziata, in questi anni, non sono aumentati e men che mai gli altri indicatori di qualità».

I dubbi sul nuovo appalto e sulla tariffa puntuale

Europa Verde torna infine a criticare il nuovo appalto dei rifiuti. Subiaco ricorda di aver chiesto due anni fa la revoca del bando e la pubblicazione di una nuova gara basata sull’efficienza dei costi e sulla qualità del servizio.

Il timore è che il Comune continui a non avere strumenti sufficienti per contenere la spesa e che questo renda più difficile introdurre una tariffa puntuale con premialità reali per i cittadini.

«La cosa che ci preoccupa di più, in ottica futura, è che sia nella vecchia gestione che nella nuova che sarà quando sarà, visti gli strascichi legali, l’Ente continuerà a non avere in mano nessuna leva operativa per ridurre ed ottimizzare i costi di gestione restando in balia del gestore al quale continua ad andare anche una grossa fetta dei ricavi derivanti dalla vendita dei rifiuti differenziati».

«La possibilità di introdurre delle premialità per i cittadini è molto ridotta ed il rischio che pochi pagheranno meno e tanti pagheranno molto di più, è molto alto».

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