Home Cronaca Terracina, porto sempre più insabbiato: emergenza senza risposte

Terracina, porto sempre più insabbiato: emergenza senza risposte

Ancora accumulo di sabbia nel porto canale che limita le imbarcazioni da pesca mettendo in difficoltà l'economia della marineria

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Il progressivo insabbiamento del porto canale di Terracina continua a rappresentare una delle criticità più evidenti per la città, intrecciandosi con un problema più ampio legato alla trasformazione della costa. Giorno dopo giorno, l’accumulo di sabbia rende sempre più difficoltoso l’accesso al mare, alimentando preoccupazioni concrete tra pescatori, operatori e cittadini.

Nonostante da tempo siano stati annunciati fondi e interventi per l’escavo, la situazione resta sostanzialmente immutata. L’attesa per l’avvio dei lavori si prolunga da mesi, mentre il porto canale continua a perdere funzionalità. Nel frattempo, l’arrivo di una draga privata ha riguardato esclusivamente la darsena turistica, lasciando irrisolto il nodo principale: la piena navigabilità dell’area portuale.

Le conseguenze sono tangibili. L’insabbiamento limita l’uscita delle imbarcazioni da pesca, mette sotto pressione l’economia della marineria e incide negativamente sull’attrattività turistica. A questo si aggiunge il rischio di compromettere eventi simbolici profondamente radicati nella tradizione cittadina.

Il tema del porto, però, non può essere separato da una riflessione più ampia sull’evoluzione del litorale. Durante la conferenza “La costa che cambia” del 17 aprile, il sindaco Giannetti ha richiamato l’attenzione sugli effetti di scelte passate, descrivendo una costa oggi segnata da un equilibrio fragile: da un lato l’erosione delle spiagge, dall’altro l’accumulo di sabbia nelle aree portuali.

Una contraddizione apparente che in realtà evidenzia la complessità dei processi costieri. L’arretramento delle spiagge e l’insabbiamento del porto sono fenomeni collegati, che richiedono interventi integrati e una pianificazione a lungo termine. In questo senso, il primo cittadino ha sottolineato la necessità di azioni coordinate e ha aperto anche alla possibilità di soluzioni innovative, come le reef ball, strutture artificiali capaci di modificare il moto ondoso e contribuire a riequilibrare la dinamica della costa.

Di fronte a questo scenario, emerge con forza l’urgenza di passare dalle parole ai fatti: avviare l’escavo del porto canale, definire tempi certi e garantire un monitoraggio trasparente degli interventi.

Perché il porto di Terracina non è solo un’infrastruttura tecnica, ma un elemento centrale della vita cittadina: un punto di incontro tra economia e tradizione, il cui stato attuale rende sempre più evidente la necessità di una gestione efficace e lungimirante del territorio costiero.

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