Sono trascorsi 11 anni dalla chiusura dello sportello doganale di Terracina. Una chiusura che la UIL FP aveva già denunciato nel 2015, perché “sapevamo che avrebbe creato gravi disagi alle imprese e ai lavoratori del Sud Pontino”.
“Oggi, dopo più di un decennio, registriamo con favore che il Comune di Terracina è tornato a farsi promotore della richiesta di riattivazione di un presidio. È la dimostrazione che il territorio ha bisogno di risposte e che solo attraverso la collaborazione tra Istituzioni, Agenzia, Parti Sociali e Associazioni di Categoria si possono trovare soluzioni concrete. Dopo 11 anni è chiaro a tutti che la strada giusta è quella della collaborazione – dichiara il Segretario UIL FP Agenzia Dogane Monopoli di Roma e Lazio Virgilio Tisba – Da soli non si va da nessuna parte. Comune, ADM, imprese e sindacato devono sedersi allo stesso tavolo per costruire un presidio che funzioni davvero”.
In questi 11 anni aziende, operatori portuali e autotrasportatori hanno pagato un prezzo alto: spostamenti a Latina, Frosinone o Roma per ogni pratica, con perdita di tempo, aumento dei costi e minore competitività per tutto il Sud Pontino.
“Per questo la UIL FP Agenzia Dogane Monopoli di Roma e Lazio propone un percorso di collaborazione istituzionale che parta da 3 punti:
1. Tavolo permanente con Comune di Terracina e DT Lazio e Abruzzo: per valutare insieme le esigenze reali del territorio e le risorse disponibili.
2. Presidio doganale modulare: non è necessario pensare subito a una riapertura fissa. Si può partire con 2-3 giorni a settimana dedicati alle pratiche del porto e delle aziende locali, in sinergia con il Comune che può mettere a disposizione spazi e supporto logistico.
3. Valorizzazione del personale e del territorio: una riapertura, anche parziale, sarebbe un segnale di attenzione ai colleghi ADM e un investimento sull’economia locale, sul porto e sulla logistica.
“La collaborazione è la chiave – prosegue la nota – L’Agenzia delle Dogane deve tornare ad essere presente in un territorio strategico. Il Comune ha fatto il primo passo. Ora tocca ad ADM rispondere, e il sindacato è pronto a fare la sua parte. Dopo 11 anni è il momento di unire le forze per dare risposte a lavoratori, imprese e cittadini”.
