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Terracina, alla Festa dell’Unità Bilancia e Tombolillo annunciano la ricandidatura: De Lillis prende tempo

I sindaci di Priverno e Pontinia confermano la corsa alle prossime amministrative. Il sindaco di Cori deciderà a settembre

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Niente convenevoli. La seconda serata della Festa dell’Unità di Terracina è partita direttamente da una domanda sulle prossime elezioni amministrative: «Vi ricandiderete?».

A rispondere sono stati i sindaci Anna Maria Bilancia di Priverno, Eligio Tombolillo di Pontinia e Mauro De Lillis di Cori, protagonisti del confronto insieme al segretario provinciale del Pd Omar Sarubbo.

Bilancia e Tombolillo hanno risposto . De Lillis, invece, ha rinviato la scelta: «Vedremo a settembre».

Da lì è partito un dibattito durato quasi due ore nella pineta Falcone e Borsellino, moderato dal direttore di Monitor e Lazio Tv Egidio Fia.

Alleanze e nuovi equilibri politici

La discussione si è allargata rapidamente alle possibili alleanze in vista delle prossime elezioni, anche oltre gli schieramenti tradizionali, e al peso che potrebbero avere nuove formazioni politiche nei territori.

Ma il confronto è entrato anche nella quotidianità dei Comuni. I tre sindaci hanno raccontato le difficoltà della macchina amministrativa, il rapporto con gli enti sovraordinati e gli ostacoli che spesso rallentano le risposte ai cittadini.

Un tema condiviso è stato quello della formazione della classe dirigente. Secondo quanto emerso, per amministrare non basta rappresentare un problema: servono competenze, esperienza e capacità di trasformare le esigenze del territorio in decisioni concrete.

Acqua e Comuni con sempre meno autonomia

Tra i problemi affrontati anche la progressiva perdita di autonomia degli enti locali, indicata come uno dei fattori che rendono più complesso il lavoro dei sindaci.

Particolare attenzione è stata dedicata alla carenza idrica e ai disservizi di Acqualatina, che stanno creando difficoltà in diversi comuni della provincia.

Il confronto ha richiamato quindi una questione più ampia: quali strumenti restano realmente nelle mani delle amministrazioni locali quando devono affrontare problemi che dipendono anche da altri livelli istituzionali.

Chiumera: «Serve una classe dirigente all’altezza»

Il segretario del Pd di Terracina Pierpaolo Chiumera ha sottolineato la partecipazione alla seconda serata.

«Anche la seconda serata conferma la centralità della Festa dell’Unità di Terracina, che negli anni è diventata uno dei cuori del dibattito politico estivo della provincia di Latina».

Chiumera ha ringraziato Tombolillo, Bilancia, De Lillis e Sarubbo, ricordando anche l’assenza dei sindaci Valentino Mantini e Barbara Petroni, impossibilitati a partecipare per sopraggiunte esigenze personali.

Poi il passaggio sulla necessità di preparare una nuova generazione di amministratori.

«Non basta denunciare ciò che non funziona: occorre preparare persone capaci di amministrare, assumersi responsabilità e trasformare i bisogni dei cittadini in scelte e risposte concrete».

«Una festa politica deve essere aperta»

Per Chiumera, la Festa dell’Unità deve mantenere anche una funzione di confronto che vada oltre il perimetro del partito.

«La Festa dell’Unità deve continuare ad essere un luogo aperto nel quale amministratori, politica e cittadini possano incontrarsi, discutere e anche confrontarsi su posizioni diverse».

«Perché una Festa politica ha senso se non è soltanto una festa per chi già la pensa come noi, ma se riesce a diventare uno spazio di confronto per un territorio intero».

Dopo il dibattito la serata è proseguita con Enrico Capuano e la Tammurriata Rock, tra musica e gastronomia locale.

La Festa dell’Unità si è poi conclusa domenica 9 agosto con il terzo e ultimo appuntamento nella pineta Falcone e Borsellino.

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