I teatri hanno problemi. Non tutti hanno a che fare con quelli pre pandemia, quando la gente non acquistava i ticket, anzi, ce ne sta qualcuno – come quello di Fondi – che ne ha addirittura di carattere opposto.
Così, mentre qualche struttura fatica a mantenere la programmazione, o finisce per annullare appuntamenti qui e lì perché, se il nome non è di blasone o non ha una marea di followers sui social, il sold out diventa un miraggio, dall’altra c’è chi non riesce a dare spazio ai non abbonati.
L’anno scorso, con il primo anno dell’apertura e programmazione del “Nino Canale”, il successo era annunciato e in molti rimasero tagliati fuori dagli abbonamenti. Quest’anno qualcuno era rimasto nel dubbio se la “febbre da teatro” ci fosse nuovamente. Ma evidente il teatro piace, come è piaciuta sia la programmazione stagionale che il fatto di aver tenuto gli stessi prezzi dei biglietti dell’anno scorso. E in molti sono andati al botteghino nel primo giorno utile per acquistare i tagliandi stagionali. Ma le riconferme sono state tantissime e altrettanto interesse c’è stato da chi l’anno scorso non era riuscito ad acquistare l’abbonamento.
Sembra che diverse persone si siano messe in fila al botteghino addirittura alle 13 nonostante il caldo torrido, con i cancelli del teatro che aprivano solo alle 15. Molti, dopo ore di fila sono andati via a sentire che erano rimasti solo pochi tagliandi con visibilità ridotta, ovvero tra i palchi laterali e la seconda galleria.
Alla fine, il sold out degli abbonamenti è arrivato come nelle previsioni e, oltre alle gioie degli organizzatori, del Comune e di Atcl che coordinano il calendario e che sicuramente sapranno mettere in programmazione vari eventi fuori abbonamento, ci sono anche tanti scontenti.
Di sicuro coloro che volevano acquistare un ticket che garantisse l’intera stagione in prosa e non ci sono riusciti e poi, i tanti che vorrebbero avere l’occasione di vedere determinati spettacoli pure non essendo abbonati. In molti consigliano di “limitare” gli abbonamenti lasciando una quota di poltrone acquistabili per i singoli spettacoli. Ma questo, ormai, sembra improbabile con la prelazione data agli stagionali dell’anno precedente. Una cosa, invece, che si potrebbe fare, ma dovrebbero essere d’accordo dall’organizzazione a puntarci, è fare come avviene in diversi teatri dove la richiesta è così imponente come in quel di Fondi: o prevedere abbonati doppi, per doppi spettacoli, o ancora, individuare determinati spettacoli in calendario che si sa possano avere un grande interesse generale e riproporli anche fuori abbonamento.
Anche perché, bisogna essere onesti, il clima del teatro e la qualità e la varietà degli eventi messi in campo nella prima stagione e, tutto sommato, anche nella programmazione della seconda, sono di assoluto spessore e, dunque, è legittimo che molti lamentino che un luogo pubblico che fa cultura deve essere accessibile al maggior numero possibile di cittadini.
La verità? È che probabilmente Comune e Atcl abbiano già più di qualche asso nella manica, considerando il già anticipato spettacolo di Francesco Paolantoni e qualche altra novità e sorpresa che saranno resi noti a partire da settembre.
Pertanto, tra chi è contento per aver rinnovato l’abbonamento e i tanti rimasti ancora a bocca asciutta, non resta che attendere l’inizio della stagione 2026-2027.
