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Tartarughe marine, il basso Lazio saluta una stagione da record: decine di nidi lungo la costa

Da Sperlonga a Terracina, passando per Gaeta e Formia, monitoraggio costante sulla nidificazione delle Caretta caretta

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L’estate finisce, ma sulla costa del basso Lazio lascia una traccia importante. È quella delle Caretta caretta, le tartarughe marine che anche quest’anno hanno scelto le spiagge della Riviera di Ulisse per deporre le proprie uova, confermando il valore naturalistico di questo tratto di costa.

Il monitoraggio ha interessato diversi litorali, da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, grazie al lavoro dei tecnici e dei volontari della rete regionale TartaLazio. Ogni nido individuato è stato seguito e protetto, con l’obiettivo di favorire la nascita dei piccoli e raccogliere informazioni utili alla ricerca.

L’ultimo capitolo della stagione è arrivato da Ventotene, dove il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha effettuato lo scavo del nido e le verifiche previste dai protocolli scientifici. In questo caso, però, le uova non si sono schiuse.

Un esito negativo che non cancella il valore della nidificazione. Al contrario, anche un nido senza nascite rappresenta una fonte di informazioni preziose per comprendere meglio le dinamiche riproduttive di una specie protetta e le condizioni che ne influenzano il successo.

Il bilancio della stagione va quindi oltre il semplice conteggio delle tartarughine arrivate in mare. Dietro ogni nido ci sono giorni di osservazione, interventi di protezione, raccolta di dati e collaborazione tra cittadini, operatori balneari, volontari, ricercatori e forze dell’ordine.

L’Ente Parco ha rivolto un ringraziamento particolare alla Capitaneria di Porto e ai naturalisti impegnati nel monitoraggio. E se con la fine dell’estate si chiude la fase sul campo, il lavoro continua: nei mesi invernali saranno analizzati i dati raccolti durante la stagione.

La spiaggia, insomma, torna lentamente alla sua dimensione autunnale. Ma l’appuntamento con le Caretta caretta è soltanto rinviato alla prossima stagione.

“Questa stagione ci consegna un dato di fatto che va oltre i numeri: la Riviera di Ulisse è ormai un tassello riconosciuto nella rete di tutela della Caretta caretta a livello regionale e nazionale” dichiara il Presidente dell’Ente Parco Massimo Giovanchelli, che sottolinea come “la conservazione non si misura solo nei successi, ma nella costanza con cui un intero territorio – enti, comunità e istituzioni – sceglie di prendersi cura del proprio patrimonio naturale. Il nostro impegno” conclude Giovanchelli “proseguirà anche nel futuro, investendo in ricerca, formazione e collaborazione con la rete regionale TartaLazio, perché ogni stagione riproduttiva sia un’occasione per rafforzare la protezione delle nostre coste”.

“Un sentito ringraziamento va rivolto a tutti i cittadini e agli operatori balneari che, con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine”.

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