Maxi operazione della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di oltre 950 chili di tabacco “Snus” e alla scoperta di un deposito ad Aprilia.
L’attività, condotta dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma con il supporto dei finanzieri di Latina, si inserisce nel contrasto al contrabbando e alla diffusione di prodotti dannosi per la salute.
I controlli nei negozi e la pista investigativa
Le indagini sono partite da una serie di controlli in esercizi commerciali della Capitale, dove sono stati sequestrati oltre 300 chili di tabacco privo del contrassegno del Monopolio di Stato.
Da lì, grazie ad attività di intelligence e appostamenti, i militari sono riusciti a risalire alla rete di distribuzione.
Il sospetto sull’auto elettrica
Decisivo un dettaglio: una auto elettrica di lusso in uso ai soggetti monitorati, notata mentre era collegata a una colonnina di ricarica installata all’esterno di un magazzino intestato a un prestanome.
Un elemento che ha portato alla perquisizione del locale.
Il deposito nascosto tra i bancali
All’interno del magazzino di Aprilia, i finanzieri hanno trovato 40 scatole di tabacco Snus, nascoste tra bancali di prodotti alimentari.
Il quantitativo rinvenuto superava i 650 chili, che sommati al primo sequestro portano il totale a quasi una tonnellata.
Cos’è lo Snus e perché è vietato
Lo Snus è un tabacco umido in polvere destinato all’uso orale, la cui vendita è vietata in tutta l’Unione Europea (tranne la Svezia) per motivi sanitari.
La sua importazione e commercializzazione in Italia configura il reato di contrabbando.
Un business da oltre 200mila euro
Secondo le stime, il tabacco sequestrato avrebbe potuto generare proventi illeciti superiori a 200mila euro, con un danno per lo Stato di circa 190mila euro tra accise e IVA evase.
Denunce e sequestri
Per i responsabili è scattata la denuncia a piede libero alla Procura di Latina.
Il tabacco e il magazzino sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e resta valida la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
