Avevano pianificato un’azione eclatante, appiccando le fiamme in pieno giorno tra i tavolini all’esterno di un pub nel quartiere della movida nel centro di Latina, ma le cose sono andate storte per l’esecutore materiale del raid incendiario sventato appena in tempo e il complice che lo aveva accompagnato, intercettati da una pattuglia proprio mentre si davano alla fuga, fermati e indagati.
Polizia e Carabinieri sono al lavoro, infatti, per ricostruire il contesto nel quale è maturato un episodio tanto inquietante, ovvero capire per quale ragione i due uomini hanno agito e se lo hanno fatto per conto di qualcuno.
Il fatto risale al tardo pomeriggio di ieri, quando era ancora giorno, e si è consumato nel tratto finale di via Neghelli, in prossimità dell’incrocio con viale XVIII Dicembre, praticamente sotto agli occhi di una pattuglia della Polizia che si trovava a passare. Ma non si trattava di un equipaggio impegnato nei controlli nel capoluogo: a bordo della vettura istituzionale c’erano due agenti del Commissariato di Fondi che si trovavano a Latina per un servizio e in quel momento facevano rientro in sede.
Transitando nei pressi della zona dei pub, i poliziotti hanno notato un uomo incappucciato che saliva di corsa a bordo di una Smart Fortwo guidata da un’altra persona.
Naturalmente la scena ha attirato l’attenzione degli agenti, che si sono subito lanciati all’inseguimento della vettura, perché il conducente della Smart, alla vista della pattuglia, ha cercato di dileguarsi tra le strade del centro città. Senza riuscirci, perché i poliziotti hanno fermato la vettura dopo un breve, ma intenso inseguimento. Poi si è scoperto che avevano cercato di appiccare un incendio tra i tavolini all’esterno di un pub che ha cambiato gestione da poco. Secondo quanto ricostruito insieme ai Carabinieri della Compagnia di Latina, l’attentatore avrebbe fatto solo in tempo a gettare un innesco acceso, generando un principio d’incendio che in ogni caso non si è propagato e ha generato danni contenuti.
Al di là degli effetti causati dall’attentato fallito, il gesto assume contorni inquietanti perché ha tutta l’aria di essere uno sgarro o una ritorsione, comunque un messaggio forte da recapitare a qualcuno coinvolto nella gestione, attuale o passata. L’attentatore e il complice sono stati identificati e indagati e la loro posizione è al vaglio della Procura. Ovviamente non hanno fornito dettagli utili a chiarire la vicenda, anzi hanno fornito risposte elusive, ma gli investigatori di Carabinieri e Polizia stanno lavorando per ricostruire i loro movimenti e approfondire i loro contatti.