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Strisce blu ad Aprilia, Ragusa: “Il nuovo piano parcheggi è un pasticcio organizzativo”

Nel mirino dell'esponente del M5S finiscono gli stalli di via delle Palme, il parcheggio della stazione di Campoleone e altre anomalie

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Stalli a pagamento realizzati senza un apparente formale provvedimento autorizzativo, segnaletica contraddittoria, posti per disabili cancellati e linee blu tracciate per poi essere rimosse pochi giorni dopo. È il quadro tracciato da Andrea Ragusa del Movimento 5 Stelle, che interviene sulla riorganizzazione della sosta e dei parcheggi nel centro urbano di Aprilia, sollevando una lunga serie di interrogativi sull’attuazione pratica delle nuove disposizioni.

Una delle contestazioni riguarda via delle Palme, dove sarebbero comparsi nuovi stalli blu non previsti, secondo la lettura degli atti fornita da Ragusa, dalla delibera della Commissione Straordinaria. Un aspetto che, a suo giudizio, meriterebbe un chiarimento anche alla luce della segnaletica presente sul posto.

Perché uno spazio destinato alla sosta a pagamento sia correttamente individuabile, infatti, non bastano le strisce blu: deve essere presente anche la segnaletica verticale con le indicazioni relative a tariffe e orari. In via delle Palme, sostiene l’esponente pentastellato, i cartelli non sarebbero ancora stati installati, mentre sarebbero rimasti quelli che indicano la precedente disciplina della sosta, con disco orario.

«Tracciare stalli a pagamento senza un formale provvedimento autorizzativo e in violazione del Codice della strada – sostiene Ragusa – non rappresenta solo un pasticcio organizzativo, ma potrebbe esporre il Comune a una serie di ricorsi».

Le contestazioni non si fermano a via delle Palme. In via dei Mille, secondo Ragusa, sarebbero stati disegnati stalli in corrispondenza delle strisce pedonali, creando una situazione che renderebbe problematico l’attraversamento dei pedoni nel rispetto della segnaletica esistente.

Altri rilievi riguardano via Piave, dove alcuni stalli blu sarebbero stati tracciati parzialmente davanti a un cancello di accesso, e via Cialdini. In quest’ultimo caso, la delibera commissariale avrebbe previsto la sosta a pagamento soltanto nell’area parcheggio e nel primo tratto sul lato destro provenendo da largo delle Rose. Le strisce blu, invece, sarebbero state realizzate su entrambi i lati della carreggiata.

Una situazione analoga viene segnalata in via Giustiniano, dove, secondo Ragusa, la segnaletica sarebbe stata realizzata in un tratto non compreso nell’atto commissariale. L’errore sarebbe legato anche alla conformazione della strada e all’individuazione del punto in cui termina effettivamente via del Progresso.

Nel lungo intervento, Ragusa mette in discussione anche alcuni numeri contenuti nella relazione tecnica del V Settore Lavori Pubblici, firmata dall’architetto Paolo Terribili, dalla quale è scaturita la delibera n. 46/2026 della Commissione Straordinaria.

La relazione avrebbe stimato entrate annuali pari a circa 570 mila euro, con l’obiettivo di favorire la rotazione dei veicoli attraverso l’ampliamento delle aree tariffate e l’incremento delle tariffe.

Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, però, ci sarebbero alcune incongruenze nei dati utilizzati per elaborare la previsione economica, come il numero degli addetti considerati per il servizio (la relazione ne indicherebbe sette, per un costo superiore ai 231 mila euro, mentre gli operatori effettivamente in organico sarebbero quattro), mentre il costo annuale di ammortamento e affitto dei parcometri, indicato nella relazione in 56.312,84 euro, una cifra che l’esponente pentastellato mette a confronto con i 34.089 euro riportati nell’ultimo bilancio analitico dell’ASAM preso in esame, relativo al 2022, chiedendo chiarimenti sulla differenza.

A questo si aggiunge l’aumento delle tariffe della sosta, che in alcuni casi avrebbe raggiunto incrementi molto consistenti, e l’ampliamento delle aree sottoposte a pagamento.

La nuova organizzazione della sosta è già al centro di un ricorso al TAR presentato dalla coalizione progressista, che contesta il provvedimento della Commissione Straordinaria e ne chiede l’annullamento.

Ora, secondo Ragusa, a essere messa in discussione non è soltanto la legittimità dell’atto amministrativo, ma anche la sua concreta attuazione sul territorio.

La richiesta è quindi quella di fare chiarezza sui singoli episodi, verificando la corrispondenza tra gli atti approvati, la segnaletica effettivamente realizzata e le norme del Codice della strada.

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