Una drammatica sparatoria ha sconvolto la cittadina di Stade, nella Bassa Sassonia, in Germania, dove almeno sei persone hanno perso la vita e diverse altre sono rimaste ferite all’interno di una struttura che ospita madri e bambini.
Secondo quanto reso noto dalla polizia tedesca, il presunto autore della strage è un uomo di 45 anni, nato in Germania e di origini turche, che è stato arrestato poco dopo l’attacco.
Le prime ricostruzioni indicano che il 45enne si sarebbe recato nella struttura per affrontare una questione legata all’affidamento della figlia di appena tre mesi, ospitata nel centro insieme alla madre. La donna e la bambina non sono rimaste ferite: entrambe sono state prese in carico dagli investigatori, con la madre ascoltata dagli inquirenti per ricostruire quanto accaduto.
Il bilancio dell’attacco è pesantissimo: cinque persone sono morte sul posto, mentre una sesta è deceduta successivamente in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. Le vittime sono tutte persone adulte.
La polizia ha disposto un massiccio spiegamento di forze nell’area di Dankersstraße, dove si trova il centro residenziale. Per diversi minuti la cittadina, che conta circa 50mila abitanti, è stata sorvolata anche da due elicotteri, mentre ai residenti era stato chiesto di evitare la zona. L’allarme è stato successivamente revocato, con le autorità che hanno confermato l’assenza di ulteriori pericoli per la popolazione.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica della sparatoria e il movente. In un primo momento alcuni media tedeschi avevano ipotizzato un possibile movente passionale, ma le indagini sembrano ora concentrarsi soprattutto sulla disputa riguardante l’affidamento della bambina. Al momento, le autorità escludono collegamenti con motivazioni di natura politica o estremista.
L’inchiesta prosegue per chiarire ogni aspetto della tragedia e accertare eventuali responsabilità di altre persone coinvolte.
