Home Politica Siti archeologici fuori dai confini comunali: scoppia il caso a Sabaudia

Siti archeologici fuori dai confini comunali: scoppia il caso a Sabaudia

I consiglieri comunali di opposizione contestano l’accordo tra Ministero e Terracina: “Scelta calata dall’alto”

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È polemica sulla gestione di alcuni tra i più importanti siti archeologici del litorale pontino. Al centro della contestazione, l’accordo approvato dal Comune di Terracina con il Ministero della Cultura, che prevede l’affidamento di beni culturali alla Fondazione Città di Terracina.

Tra i siti coinvolti figurano anche l’area della Casarina, nel territorio di Sabaudia, e luoghi simbolo come Grotta Guattari e le Terme Romane nel comune di San Felice Circeo. Una scelta che, secondo i consiglieri Giancarlo Massimi, Simone Brina e Marco Mincarelli, sarebbe stata adottata senza alcun coinvolgimento diretto dei territori interessati.

Nel mirino non c’è solo il metodo, ma anche il merito. I firmatari parlano di possibili criticità normative e di una gestione che rischierebbe di allontanare i beni dal contesto locale. “Si perde il legame naturale tra patrimonio e comunità”, sostengono, evidenziando anche il ruolo marginale assegnato agli enti locali e alle realtà associative.

Da qui la richiesta formale di portare la questione in consiglio comunale e di aprire un confronto più ampio. Intanto, anche a San Felice Circeo si muove la società civile con la nascita di un comitato cittadino. Un segnale che la partita sulla gestione del patrimonio è tutt’altro che chiusa.

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