Lo sgombero dell’insediamento di via Ponte di Ferro, a Terracina, continua ad alimentare il dibattito politico.
A intervenire è il Circolo del Partito Democratico di Terracina, che chiede una risposta capace di tenere insieme legalità, diritti, prevenzione e tutela delle persone più fragili.
Secondo il Pd, l’operazione del 9 luglio 2026 è stata raccontata soprattutto per gli aspetti amministrativi e di ordine pubblico, mentre troppo poco spazio sarebbe stato dedicato alle persone coinvolte.
Saccoccia: “Al centro ci sono le persone”
«Lo sgombero dell’insediamento di via Ponte di Ferro a Terracina, avvenuto il 9 luglio 2026, è stato al centro di numerosi articoli della stampa locale, che hanno posto l’attenzione soprattutto sugli aspetti amministrativi e di ordine pubblico dell’operazione. Molto meno spazio, invece, è stato dedicato ai veri protagonisti di questa vicenda», afferma Monica Saccoccia, vicesegretaria del Partito Democratico di Terracina ed esperta nel campo dell’immigrazione e dell’asilo politico.
Per Saccoccia, la vicenda presenta due piani distinti.
Da una parte ci sarebbe chi avrebbe costruito un sistema fondato sul profitto ricavato dalla vulnerabilità delle persone, con un insediamento definito “tutt’altro che spontaneo”.
Dall’altra ci sono decine di cittadini stranieri che, pagando un affitto e confidando in una condizione di apparente stabilità, avevano costruito lì la propria vita, facendo arrivare anche mogli, figli e familiari.
I numeri dell’insediamento
I numeri richiamati dal Pd restituiscono la dimensione del fenomeno.
L’area occupava circa 8.000 metri quadrati e comprendeva 39 unità abitative, altre ancora in costruzione, oltre a magazzini e uffici.
Vi vivevano 72 cittadini stranieri, tra cui 23 minori accompagnati.
Una realtà nella quale, secondo il Partito Democratico, si intrecciavano abusivismo edilizio, affitti in nero, possibile sfruttamento lavorativo, gravi carenze igienico-sanitarie e condizioni di forte fragilità sociale.
“Legalità e tutela devono stare insieme”
Per il Pd, proprio questa complessità avrebbe richiesto un approccio capace di coniugare legalità e tutela delle persone.
Il contrasto all’abusivismo, sottolinea Saccoccia, è un dovere dello Stato e delle istituzioni.
Ma la presenza di famiglie, bambini e lavoratori sfruttati impone anche strumenti di protezione e accompagnamento sociale.
Nel comunicato viene evidenziato anche il tema delle modalità dell’intervento.
Secondo Saccoccia, la scelta di procedere nelle ore notturne avrebbe aumentato il senso di paura e disorientamento di persone che, nella maggior parte dei casi, non rappresentavano una minaccia per la sicurezza pubblica, ma erano esse stesse vittime di un sistema di sfruttamento.
Il dopo sgombero
L’aspetto che desta maggiore preoccupazione, per il Partito Democratico, riguarda ciò che è accaduto dopo lo sgombero.
Secondo quanto denunciato, le persone coinvolte, bambini compresi, continuerebbero ad allocare all’interno dell’insediamento, privo di acqua potabile, senza una concreta soluzione abitativa e senza un adeguato percorso di presa in carico.
“Ripristinare la legalità è giusto e necessario; farlo senza lasciare sole le vittime dello sfruttamento è un dovere morale oltre che istituzionale”, è il senso della posizione espressa dal circolo dem.
“Non è un episodio isolato”
Per il Pd di Terracina, via Ponte di Ferro non può essere considerata una vicenda isolata.
Caporalato, lavoro nero, affitti irregolari e condizioni di sfruttamento dei lavoratori migranti vengono indicati come fenomeni che interessano l’intero territorio pontino.
Da qui la richiesta di una risposta strutturale, capace di andare oltre gli interventi limitati alle sole emergenze.
Chiumera: “Colpisce il silenzio delle istituzioni locali”
Sulla necessità di una risposta politica interviene anche Pierpaolo Chiumera, segretario del Partito Democratico di Terracina e capogruppo consiliare.
«A colpire è anche il silenzio delle istituzioni locali. Di fronte a una vicenda che intreccia legalità, sfruttamento del lavoro, abusivismo edilizio, emergenza abitativa e tutela dei minori, ci saremmo aspettati una presa di posizione del Sindaco e della Giunta. È singolare che il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi abbia rivendicato pubblicamente l’operazione come esempio dell’azione dello Stato, mentre dall’Amministrazione comunale non sia arrivata alcuna riflessione politica su quanto accaduto e, soprattutto, su come evitare che situazioni analoghe si ripetano».
Il tema dei controlli
Il Pd pone poi il tema del monitoraggio del territorio.
Per Chiumera, un insediamento di queste dimensioni non nasce in pochi giorni.
Per questo, secondo il segretario dem, è necessario capire come sia stato possibile che decine di unità abitative abusive si siano consolidate nel tempo senza segnali tempestivi di allarme.
Il Partito Democratico chiede quindi di verificare quali controlli siano stati effettuati, se vi siano state richieste di residenza o altri procedimenti amministrativi collegati agli immobili e quali strumenti di monitoraggio siano stati messi in campo dagli uffici competenti.
