Home Attualità Servizi educativi comunali, esposto della FP CGIL contro l’assessore Censi

Servizi educativi comunali, esposto della FP CGIL contro l’assessore Censi

Il sindacato denuncia “interferenze” sull’assemblea pubblica dei lavoratori della Cooperativa Gialla

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La FP CGIL Frosinone Latina annuncia di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Latina nei confronti dell’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Latina, Federica Censi, accusandola di essere intervenuta impropriamente sulle modalità di svolgimento dell’assemblea sindacale convocata per il prossimo 14 maggio.

L’assemblea riguarda le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa Gialla, impegnati nei servizi educativi comunali 0-6 anni del capoluogo pontino.

“Interferenza nell’azione sindacale”

Secondo quanto sostiene il sindacato, l’assessore sarebbe intervenuta nel tentativo di ostacolare lo svolgimento di un’assemblea sindacale pubblica in piazza.

Una scelta che la FP CGIL definisce “grave” e “del tutto estranea alle prerogative proprie di un organo politico”.

“Parliamo di servizi essenziali e delicatissimi per la città di Latina – si legge nella nota del sindacato – garantiti quotidianamente da circa 80 lavoratrici e lavoratori impiegati negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia comunali”.

Per la FP CGIL, l’amministrazione dovrebbe invece concentrarsi sulle criticità del settore, a partire dalle risorse economiche necessarie per assicurare continuità ai servizi educativi, qualità dell’offerta formativa e tutela occupazionale del personale coinvolto nel nuovo appalto.

L’esposto in Procura

Il sindacato ritiene che il comportamento contestato rappresenti “una indebita interferenza nell’esercizio dell’azione sindacale e del diritto di assemblea costituzionalmente garantito”.

Per questo motivo, nella giornata di oggi, è stato depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Latina.

Assemblea confermata

La FP CGIL conferma intanto lo svolgimento dell’assemblea sindacale prevista per il 14 maggio 2026 e ribadisce la necessità che il Comune affronti “con serietà e responsabilità” il futuro dei servizi educativi 0-6 anni e delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.

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