Emerge un contesto di scarsa sicurezza stradale dietro al tragico incidente stradale costato la vita a Chiara Tenore venerdì sera nella zona industriale di Sermoneta.
A fronte dei lavori di rifacimento del manto stradale, la segnaletica era carente e quella presente non è stata rispettata. Sono questi gli aspetti sui quali vertono l’inchiesta della Procura e gli accertamenti dei Carabinieri sulle responsabilità dell’autotrasportatore di 41 anni di Priverno.
Nel tratto di via della Tecnica dove si è verificata la tragedia il limite di velocità previsto è di 30 chilometri orari, ridotto quando l’asfalto era molto danneggiato, ma ancora vigente per la presenza di un cartello. Eppure il camionista ha dovuto compiere una lunga frenata per fermare il mezzo pesante, come rivelano i segni lasciati dalle ruote sull’asfalto.
In ogni caso i mezzi che percorrono via della Tecnica dovrebbero avere la precedenza, ma non c’è nessun segnale che lo prevede e, soprattutto, nell’intersezione che ha fatto da scenario alla tragedia manca quasi del tutto la segnaletica e non solo quella verticale non ancora ripristinata dopo i lavori di asfaltatura. Perché lungo l’asse attrezzato non è segnalato l’incrocio e su via Fontana Murata lo stop è presente solo su un lato, mentre manca sul tratto che percorreva la vittima con la propria Toyota Aygo.
Intanto la Procura ha disposto l’esame medico legale esterno sulla salma della ragazza d i 22 anni. Solo una volta effettuati i riscontri il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta potrà autorizzare le esequie e la tumulazione. Restano gravi invece le condizioni del cognato di Chiara Tenore, il passeggero dell’auto che venerdì era stato trasferito in eliambulanza presso l’ospedale San Camillo di Roma.
