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Scuola a Latina, la Gilda denuncia criticità su nomine e caldo negli istituti

La Gilda Insegnanti di Latina segnala problemi nelle nomine dei docenti e negli edifici scolastici alle prese con le alte temperature.

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Un avvio di anno scolastico tutt’altro che semplice per le scuole della provincia di Latina. Da una parte le difficoltà legate alle nomine dei docenti, con contestazioni sul funzionamento delle procedure informatizzate e delle graduatorie provinciali per le supplenze; dall’altra l’emergenza caldo negli istituti già aperti per le attività preparatorie.

È il quadro tracciato dalla Gilda degli Insegnanti di Latina, che torna a segnalare problemi sia nella gestione del personale sia nelle condizioni degli edifici scolastici.

Sul fronte delle nomine, secondo il sindacato si sarebbero riproposte alcune difficoltà già emerse negli anni precedenti. In particolare, il sistema informatizzato avrebbe restituito in alcuni casi un calcolo non corretto degli anni di servizio dichiarati ai fini delle GPS, con possibili conseguenze sull’attribuzione degli incarichi.

Il problema sarebbe stato rilevato da alcuni docenti nei giorni successivi alle assegnazioni, quando le relative funzioni del sistema risultavano ormai chiuse.

Giovannini: «Procedure che generano dubbi e reclami»

«Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con procedure che dovrebbero garantire trasparenza e certezza nell’assegnazione degli incarichi e che invece finiscono per generare dubbi, reclami e situazioni difficili da correggere» afferma la coordinatrice provinciale della Gilda, Patrizia Giovannini.

«Il problema è particolarmente grave quando un errore nel calcolo del punteggio può incidere concretamente sulla posizione in graduatoria e quindi sulla possibilità di ottenere una determinata sede».

Una novità introdotta quest’anno è quella del cosiddetto ripescaggio nei turni successivi, che può attenuare in parte gli effetti della mancata assegnazione quando non risulta disponibile una delle sedi indicate.

Le criticità sul sostegno

Per la Gilda restano però forti criticità soprattutto sul sostegno.

«Nel primo turno infatti – spiega Giovannini – a fronte di oltre mille nomine complessive sul sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado, soltanto 600 hanno interessato docenti individuati sulla base della posizione in graduatoria. Una situazione che ha lasciato fuori, almeno temporaneamente, numerosi insegnanti che negli anni precedenti avevano ottenuto incarichi e che non hanno potuto fare ritorno nelle medesime sedi».

Secondo la coordinatrice provinciale, il nodo principale resta quello di conciliare continuità didattica e rispetto delle graduatorie.

«Il tema del sostegno resta quello più delicato» prosegue Giovannini. «La priorità dovrebbe essere garantire contemporaneamente il diritto degli studenti alla continuità didattica e il rispetto delle graduatorie e delle titolarità dei docenti. Il meccanismo della conferma per continuità però, così come è stato costruito, non sempre riesce a conciliare queste due esigenze. Ci sono situazioni in cui la continuità viene meno, ad esempio quando l’alunno ha concluso il proprio ciclo di studi, e soprattutto chi non è rientrato nel cosiddetto turno zero può non avere accesso alla riconferma per continuità».

Gilda: stabilizzare i docenti specializzati

Per il sindacato la soluzione strutturale passa dalla stabilizzazione dei docenti specializzati.

«Continuiamo a sostenere che l’unico modo per garantire realmente la continuità sul sostegno, dove questa è fondamentale, sia assumere i docenti specializzati su tutti i posti disponibili, compresi quelli in deroga. Solo così si può dare stabilità agli alunni e, nel contempo, valorizzare la professionalità di docenti che da anni lavorano nella scuola».

Il caldo nelle scuole pontine

A complicare ulteriormente l’avvio dell’anno scolastico c’è il problema delle alte temperature negli edifici scolastici.

Le scuole pontine sono già aperte per le attività preparatorie alla ripresa delle lezioni, ma secondo la Gilda molte strutture non sarebbero adeguatamente attrezzate per affrontare il caldo.

«Nelle nostre scuole la climatizzazione riguarda gli uffici di presidenza e quelli amministrativi, mentre aule e spazi destinati agli studenti e al personale docente non dispongono di sistemi adeguati per fronteggiare condizioni climatiche come quelle che stiamo vivendo» denuncia Giovannini.

«Il disagio è già evidente in questi giorni e rischia di diventare ancora più pesante con il rientro degli alunni, soprattutto nelle scuole dell’infanzia e primarie dove c’è il doppio turno».

«Servono interventi strutturali sull’edilizia scolastica»

Per la Gilda il caldo rappresenta soltanto la manifestazione più evidente di un problema più ampio legato all’edilizia scolastica.

«Non possiamo continuare a considerare l’emergenza caldo come un fatto episodico» sottolinea la segretaria della Gilda. «È un problema che si inserisce in una situazione strutturale già critica, soprattutto nel centro-sud, dove molti edifici scolastici sono vetusti e non adeguati agli effetti del cambiamento climatico. La sicurezza e il benessere di studenti e lavoratori non possono essere affidati all’emergenza del momento. Servono interventi strutturali, investimenti e una programmazione seria. Anche le risorse del PNRR non hanno risolto una questione che la scuola italiana si trascina da anni».

Il nuovo anno scolastico si apre così, secondo il sindacato, con problemi che riguardano sia l’organizzazione del personale sia le condizioni materiali nelle quali studenti e docenti sono chiamati a lavorare.

«Non possiamo rassegnarci all’idea che ogni settembre debba essere sinonimo di emergenza. Docenti, studenti e famiglie – conclude Giovannini – hanno diritto a un sistema scolastico che funzioni, con procedure trasparenti, organici adeguati e ambienti sicuri e dignitosi».

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