Home Politica Scarichi ad Aprilia, dalle periferie accusano: “penalizzati dagli aumenti”

Scarichi ad Aprilia, dalle periferie accusano: “penalizzati dagli aumenti”

A capo del Coordinamento dei Consorzi è stato eletto Franco Gabriele. Mirco Merli e Nicola Giubileo con lui nel direttivo

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“Così torniamo indietro di trent’anni: abbiamo lottato tanto per vedere riconosciuti i diritti delle periferie e per partecipare, com’è giusto, alla tutela dell’ambiente e al rispetto delle norme. In questa maniera, però, non si tende una mano a chi vuole agire nella legalità e affronta anche mille sacrifici per riuscirci”.

Gli abitanti delle periferie hanno lottato per decenni per vedere riconosciute le proprie istanze e regolarizzare la loro posizione. Questo ennesimo salasso finanziario ricadrà ancora una volta sui cittadini delle borgate di Aprilia che attendono il rinnovo dell’autorizzazione agli scarichi: un aumento del 50% per ottenere il rinnovo delle autorizzazioni nelle aree periferiche non ancora raggiunte dai collettori fognari.

Un tema attualissimo, quello degli aumenti, che si ripercuoterà sull’intera città e che avrà i suoi effetti soprattutto sulle fasce più deboli della comunità. Un argomento di cui si è discusso anche nella serata di mercoledì 17, quando si è insediato il nuovo direttivo del Coordinamento dei Consorzi e delle Borgate di Aprilia. I presidenti, all’unanimità, hanno eletto Franco Gabriele alla guida dell’associazione: un ritorno per l’ex vicesindaco del Comune di Aprilia, da sempre impegnato nella tutela dei diritti delle periferie apriliane.

Il nuovo direttivo è composto, oltre che da Franco Gabriele, dal vicepresidente Mirco Merli e dal segretario Nicola Giubileo.

Fin dalla sua emanazione, il regolamento sugli scarichi è stato accolto dai cittadini delle periferie più come uno strumento repressivo che regolatorio nei confronti di un disservizio che, malgrado gli sforzi e i tentativi compiuti per migliorare le condizioni delle periferie apriliane, continua a persistere nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla sua applicazione.

«Il Comune di Aprilia è stato probabilmente uno dei pochi enti del Lazio ad applicare il regolamento in modo così rigoroso, in ottemperanza a una circolare regionale finalizzata al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Commissione Europea in materia di qualità delle acque», ricorda Franco Gabriele, che all’epoca dell’approvazione del regolamento ricopriva l’incarico di vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Aprilia.

Il raggiungimento dello stato qualitativo “buono” delle acque era un compito demandato agli ATO e, quindi, ad Acqualatina.

«Tuttavia, prendiamo atto che Acqualatina, sul territorio di Aprilia, non ha mai effettuato investimenti significativi né sulla rete idrica, limitandosi alla riparazione delle perdite, né sulla realizzazione delle necessarie infrastrutture fognarie», commenta Gabriele.

«Per questo motivo ci chiediamo sulla base di quali certificazioni venga dichiarato che le acque sotterranee del territorio raggiungano una qualità buona, quando le analisi di laboratorio richieste ai cittadini per il rinnovo delle autorizzazioni agli scarichi evidenziano frequentemente la presenza di elevate concentrazioni di Escherichia coli e di coliformi fecali», aggiunge il presidente del Coordinamento dei Consorzi e delle Borgate di Aprilia.

«Tornando al tema degli aumenti, come Associazione dei Consorzi di Autorecupero riteniamo doveroso ribadire che questo provvedimento colpisce indiscriminatamente una delle fasce più esposte e vulnerabili della popolazione. Da oltre trent’anni la nostra associazione è impegnata nella ricerca di fondi e soluzioni per consentire alle comunità periferiche di affrontare e risolvere autonomamente il problema dei reflui, riuscendo in diversi casi a realizzare interventi concreti sul territorio», puntualizza Gabriele.

«Per questo motivo, la decisione assunta dalla Commissione Straordinaria appare sproporzionata rispetto alla reale dimensione del problema che ogni giorno interessa circa 50 nuclei periferici e oltre 25 mila cittadini, costretti a convivere con criticità ambientali e igienico-sanitarie tutt’altro che risolte.

Mi permetto inoltre di osservare che le difficoltà di bilancio del Comune sono certamente gravi e meritevoli della massima attenzione. Tuttavia, un provvedimento di questo tipo rischia di essere percepito come un mero strumento per fare cassa a carico di chi non ha alternative né possibilità di sottrarsi a questo aggravio economico», è il giudizio del presidente del Coordinamento.

«Se l’obiettivo è quello di mantenere formalmente in equilibrio i conti dell’ente, viene spontaneo chiedersi se non sarebbe stato più corretto affrontare con trasparenza la reale situazione finanziaria del Comune. Perché, se questi sono i presupposti, resta il dubbio che a dicembre i conti possano non essere ancora in linea e che chi sarà chiamato a governare Aprilia in futuro si troverà costretto a proseguire lungo una strada fatta di ulteriori aumenti, imposte e sacrifici per l’intera durata della legislatura», conclude amaramente Franco Gabriele.

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