Il 40enne di Santi Cosma e Damiano, divenuto noto alle cronache alcuni mesi fa, quando in seguito ad una serie di false denunce sporte dalla ex moglie venne allontanato da casa e soprattutto dalla propria figlia minore, è stato assolto.
L’indagine, che all’epoca venne avviata dalla Procura di Cassino, rivelò presto la totale infondatezza delle accuse, tanto che le misure cautelari inizialmente adottate nei confronti dell’uomo vennero revocate dal GIP del Tribunale di Cassino e venne disposta l’archiviazione del procedimento.
Tuttavia l’uomo fu colpito da una nuova denuncia dell’ex moglie, la quale presso i Carabinieri di Santi Cosma e Damiano riferiva di temere per la propria incolumità in quanto l’ex marito custodiva in casa armi detenute illegalmente.
I militari della stazione, ricevuta la denuncia, procedevano quindi a un’immediata perquisizione presso l’abitazione dell’uomo, non rinvenendo tuttavia alcuna arma detenuta illegalmente, anzi lo stesso esibiva regolare porto d’armi.
Successivamente veniva però convocato presso gli uffici della Stazione Carabinieri e sottoposto a una nuova perquisizione, nel corso della quale veniva rinvenuto un coltelilino all’interno di un borsello posto nell’auto, ragione per cui l’uomo venne denunciato a comparire innanzi al Tribunale di Cassino per rispondere del porto abusivo del coltello.
Nel corso dell’attività processuale, tuttavia, l’uomo – assistito dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo dimostrava come non solo fosse possessore di regolare porto d’armi ma appassionato di pesca, unico motivo per cui quel coltellino era detenuto all’interno della propria autovettura insieme proprio a canne da pesca, ami e materiale per l’esercizio sportivo, venendo così nuovamente assolto dal Giudice Monocratico del Tribunale di Cassino, La Milza, con la formula più ampia.
