Home Attualità San Michele, gli espositori apriliani: “Nessuno ci ha contattati”

San Michele, gli espositori apriliani: “Nessuno ci ha contattati”

Antonella Criscito, storica espositrice del mercato abbandona la postazione: "Troppa presunzione e mancanza di esperienza"

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La Festa di San Michele si prepara ad aprire i battenti, ma a tenere banco sono anche le polemiche legate alla gestione del mercatino. Al centro del confronto c’è il passaggio dalla storica associazione Il Mercatino al nuovo soggetto incaricato di occuparsi della fiera, Cuore Comico.

Una vicenda che coinvolge gli espositori storici di collezionismo e artigianato, molti dei quali negli anni hanno preso parte alla manifestazione. Tra loro c’è Antonella Criscito, napoletana d’origine, ma apriliana d’adozione, presenza storica del mercatino, che quest’anno ha scelto di non aderire.

«Non sono stata proprio contattata, questa è la verità», racconta. «Svolgo questa attività come hobby, non è la prima occupazione. Vendo giocattoli d’antiquariato, sono presente dagli albori del mercatino e ho visto un susseguirsi di gestioni».

Secondo Criscito, negli anni il costo per gli espositori era rimasto contenuto: «Abbiamo da sempre pagato venti euro al giorno. Ci sono persone che non possono permettersi costi esosi, quindi la cifra fin qui richiesta era sempre stata considerata ragionevole».

A fare la differenza, secondo la banchista, era anche il servizio garantito agli espositori: «Nei 20 euro giornalieri era garantita la sicurezza. Lasciavamo i banchi di notte ed eravamo garantiti che nessuno portasse via nulla».

Criscito ricorda inoltre l’attività svolta dall’associazione Il Mercatino sul territorio: «Parte degli introiti veniva utilizzata per sovvenzionare opere di beneficenza, giochi nei parchi, pacchi famiglia e per comprare strumenti rubati alla scuola Gramsci per le classi a indirizzo musicale».

Il passaggio alla nuova gestione, però, ha modificato anche le condizioni economiche per chi vuole partecipare.

«Fino all’anno scorso abbiamo svolto la manifestazione al costo di 20 euro al giorno», spiega Antonella. «Non necessariamente per tutti i quattro giorni, perché molti banchisti svolgono questa attività nel tempo libero e hanno un’altra occupazione».

«Oggi invece le condizioni sono diverse: partecipare oggi costa 50 euro al giorno, è obbligatorio aderire a tutti e quattro i giorni della festa e i 200 euro vanno pagati anticipatamente».

Una differenza che, secondo la storica espositrice, rischia di incidere soprattutto su chi considera il mercatino un’attività da svolgere nel tempo libero.

«Per garantire noi espositori avrebbero potuto mantenere la gestione diretta della festa, senza ricorrere a un terzo», sostiene Criscito. «È chiaro che i costi sono aumentati: 50 euro al giorno solo per il fatto che si sono rivolti a un altro soggetto».

«La nuova gestione sostiene di aver contattato tutti gli espositori delle passate gestioni, mentre né io né altre colleghe siamo state contattate», afferma Criscito. «Abbiamo avuto alcune informazioni grazie a una fuga di notizie. Le nostre postazioni sono da sempre quelle, i nominativi sono sempre quelli: per una questione di correttezza e trasparenza avrebbero potuto chiamarci».

Da qui la domanda sul perché non sia stata coinvolta direttamente l’associazione che per anni ha gestito il mercatino.

«Penso per presunzione e incompetenza, forse hanno peccato di presunzione», è la risposta di Antonella. «Si possono avere anche buone idee, ma se non si ha alle spalle un background si riduce tutto a fumo. Anche per lo Shopping Days potevano chiamarci prima e organizzare prima. Ci vorrebbe un bagno di umiltà».

Nel frattempo, tra le questioni sollevate c’è anche quella relativa alla documentazione e al bando per la gestione del mercatino della terza domenica in piazza Roma.

Alla domanda sul perché Cuore Comico sostenga che l’associazione Il Mercatino non abbia presentato in tempo la documentazione, Antonella risponde: «Il bando a cui loro fanno riferimento è quello per la gestione del mercatino della terza domenica in piazza Roma».

Secondo la ricostruzione fornita dal presidente dell’associazione Il Mercatino, Fabio Marconi, la questione sarebbe legata alla mancata proroga del terzo anno della concessione. Nel bando vinto nel 2020, spiegano dall’associazione, la concessione del terzo anno era stata concessa d’ufficio, senza una specifica richiesta, dopo la valutazione positiva dei risultati della gestione da parte del dirigente di settore.

Nel secondo bando, vinto nel 2024, l’associazione avrebbe quindi ritenuto che la stessa procedura sarebbe stata applicata anche al terzo anno.

«A maggio 2026 ci aspettavamo la concessione del terzo anno», viene spiegato nella ricostruzione dell’associazione. «Solo a seguito delle nostre richieste, e dopo varie settimane di silenzio, il dirigente ci ha comunicato che il processo autorizzativo era cambiato e avremmo dovuto noi manifestare la volontà di proseguire anche nel terzo anno».

Il problema, secondo l’associazione, sarebbe stato che al momento della comunicazione la scadenza era già trascorsa.

«Quando ci hanno avvisato, la scadenza era già passata e quindi ci hanno risposto che non potevano rinnovare dopo la scadenza del secondo anno».

L’associazione sostiene inoltre di aver cercato di dimostrare la propria buona fede attraverso le richieste di chiarimento inviate al Comune. «Abbiamo tentato di dimostrare la buona fede facendo vedere le richieste di chiarimenti inviate al Comune, alle quali non abbiamo ricevuto risposta. Ma è stato tutto inutile».

La conseguenza, secondo la ricostruzione fornita, sarebbe stata la decadenza dalla convenzione e la pubblicazione di un nuovo bando per la gestione del mercatino della terza domenica.

Una vicenda che, precisa l’associazione, non avrebbe comunque impedito di poter gestire il mercatino all’interno della Festa di San Michele, in quanto in possesso dei titoli autorizzativi e dei permessi previsti dalla normativa per l’organizzazione di un mercatino, tra cui l’iscrizione al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Resta ora da capire quanti degli espositori storici decideranno di non partecipare alla manifestazione alle nuove condizioni.

Antonella Criscito, intanto, ha già scelto: «Penso solo io non accetterò le condizioni, ma ormai sono abituata all’ingratitudine degli apriliani».
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