Restano puntati sulla pista dolosa i riflettori degli investigatori dopo il violento incendio che, nella notte tra venerdì e sabato, ha distrutto tre chioschi sul Lungomare Pontino di Sabaudia. Una vicenda che aveva immediatamente scosso la città e che, con il passare delle ore, sembra assumere contorni sempre più chiari per gli inquirenti.
I roghi, divampati quasi contemporaneamente intorno alla mezzanotte, hanno interessato tre strutture di proprietà comunale posizionate a circa 200 metri l’una dall’altra. Un dettaglio che fin da subito aveva fatto emergere dubbi sulla natura accidentale dell’accaduto e che oggi rafforza ulteriormente l’ipotesi di un gesto volontario. Al momento non vengono escluse neppure altre piste, ma le indagini proseguono in una precisa direzione.

Sul posto erano intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latina insieme ai militari della Stazione di Sabaudia, oltre ai Vigili del Fuoco che hanno lavorato a lungo per domare le fiamme. Per i tre chioschi, però, non c’è stato nulla da fare: le strutture sono andate completamente distrutte.
Nelle ore successive all’incendio, i militari hanno effettuato un accurato sopralluogo lungo tutta l’area interessata, raccogliendo elementi utili per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina guidata dal procuratore Gregorio Capasso, proseguono senza sosta con l’obiettivo di chiarire l’origine dei roghi e arrivare all’identificazione dei presunti responsabili.
Al momento gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma tra le ipotesi al vaglio quella dell’atto doloso resta la più accreditata. Un elemento che alimenta preoccupazione e interrogativi in una città che, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, guarda al lungomare come uno dei suoi punti centrali.