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Sabaudia, accesso al mare dalla servitù 5: il cancello dovrà restare aperto dalle 7 alle 21

Il Tar interviene in via cautelare sul varco. Il merito sarà discusso il 3 dicembre, il Comune rivendica la linea sull’accessibilità

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Il cancello lungo la servitù numero 5 del lungomare di Sabaudia dovrà rimanere aperto dalle 7 alle 21, garantendo in quella fascia oraria il passaggio verso il demanio marittimo.

È quanto riferisce il Comune di Sabaudia in merito all’ordinanza cautelare del Tar del Lazio, sezione distaccata di Latina, del 10 settembre. La controversia, però, non è ancora definita: la discussione sul merito è prevista per il 3 dicembre.

Si tratta dunque di una soluzione stabilita nella fase cautelare e non di una decisione definitiva sulla controversia.

Il Comune rivendica la battaglia sui varchi

L’Amministrazione Mosca lega il provvedimento alla più ampia azione intrapresa per garantire la fruibilità degli accessi al mare e sostiene che il demanio marittimo debba rimanere accessibile alla collettività.

Secondo la ricostruzione del Comune, sulla vicenda sono stati effettuati nel tempo atti amministrativi, sopralluoghi e interventi della Polizia Locale e degli uffici competenti. La questione sarebbe sorta dopo il riscontro della presenza di un cancello a chiusura della servitù di accesso.

Il merito della controversia resta aperto

Palazzo comunale sottolinea che la decisione del Tar rappresenta soltanto un passaggio intermedio del contenzioso.

Fino alla pronuncia sul merito, il passaggio dovrà quindi essere garantito dalle 7 del mattino alle 21, secondo quanto riportato nel comunicato dell’ente.

Il Comune interpreta questa misura come una tutela dell’interesse pubblico all’accessibilità della costa durante lo svolgimento del procedimento.

«Nessun cancello può trasformare un diritto collettivo in un privilegio»

La posizione dell’Amministrazione resta netta: il tema viene ricondotto alla necessità di tutelare la libera fruizione del demanio marittimo e di intervenire quando questa viene ritenuta compromessa.

Nel comunicato, il Comune sostiene che sul tratto interessato «nessun cancello può trasformare un diritto collettivo in un privilegio per pochi».

Allo stesso tempo, lo stesso ente riconosce che la partita giudiziaria non è conclusa e che sarà il Tar, con la trattazione fissata a dicembre, a pronunciarsi sul merito della controversia.

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