Caso Report e attentato a Ranucci, ancora una volta i fatti del noto giornalista Rai si intersecano con il territorio pontino. Se dopo l’arresto dei presunti esecutori materiali dell’attentato incendiario all’auto di Ranucci fuori l’abitazione di Pomezia aveva rimesso al centro il territorio della provincia di Latina in quanto era emerso che i malviventi avevano percorso proprio la SR 148 Poontina a bordo di un’auto presa in affitto per raggiungere la casa del presentatore del programma “Report”, nei giorni scorsi ha fatto notizia – si fa per dire – che abbia passato i giorni precedenti al Ferragosto a Rocca Massima.
Peccato che nel piccolo centro dei Lepini Ranucci non solo ci abbia passato tanto tempo della sua esistenza, ma abbia un legame solido con il paese del nonno.
Proprio lo scorso anno, sempre a ridosso del Ferragosto, il conduttore televisivo aveva ottenuto la cittadinanza onoraria di Rocca Massima che aveva salutato attraverso i social con un post con tante foto di famiglia e un testo carico di emozione.
“Oggi riceverò la cittadinanza onoraria a Rocca Massima, paese della provincia di Latina, dove a partire da quando avevo due mesi ho passato lunghi periodi dell’estate e della mia infanzia. Ho conosciuto gli amori, le amicizie, il senso e l’importanza della vicinanza e della solidarietà. Qui ho conosciuto e ho imparato ad apprezzare gli odori della natura, a rispettarla, e convivere e resistere a quel senso di precarietà che ti infonde. Ho imparato ad osservare le stelle nella volta celeste che domina senza inquinamento luminoso. Ho conosciuto il senso della morte e della pacificazione con la morte dopo aver riesumato mio nonno Sigfrido, tra i primi romani a scegliere Rocca Massima come buen refugio. Ho conosciuto il senso della comunità con eventi sportivi, dal ping pong al tennis, alle interminabili partite a calcio su un improbabile campo di pozzolana e rocce che spuntavano insidiose dal terreno. In poche parole Rocca Massima è stata una meravigliosa palestra di vita. Anche nell’insegnamento alla resilienza. Quell’immagine di paese arrampicato sulla roccia trasmette contemporaneamente il senso di forza e di precarietà, ma con lo sguardo perennemente proiettato all’infinito come una fedele sentinella dell’anima. Grazie all’amministrazione di Rocca Massima e alla Pro Loco Rocca Massima, per aver colto questo aspetto più intimo della mia esistenza”.
Queste le sue parole dell’anno scorso, quest’anno, invece, il giornalista ha scelto per sé Rocca Massima come luogo per riconciliarsi con il mondo, specie dopo gli attacchi degli ultimi giorni che lo vedono al centro della vicenda mediatica che fa seguito a quell’attentato. E soprattutto alla richiesta, anche di molti politici e colleghi, di fare un passo di lato per la conduzione del programma Rai. Una scelta, sulla quale lo stesso Ranucci non sembra d’accordo.
