Ieri è arrivato l’annuncio: il centrodestra ha chiuso la partita sulla candidatura unitaria a presidente della provincia di Latina del sindaco di Monte San Biagio Federico Carnevale. Il primo cittadino del piccolo centro del sud della provincia pontina, annunciato dal coordinatore provinciale azzurro Giuseppe Di Rubbo al termine di un vertice con i sindaci pontini del partito liberale, è stato anche il frutto di un accordo molto più in alto. Infatti, con una nota congiunta tra i coordinatori regionali delle forze di governo – ovvero oltre a Forza Italia anche Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati – hanno ritrovato un’unità che sembrava dispersa, tant’è che gli addetti ai lavori volevano quasi certa l’intesa allargata tra i partiti moderati di destra e sinistra e i civici per un ulteriore fiducia data all’attuale presidente, nonché sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.
Da una parte c’è il valore simbolico di un’alleanza e, un’intesa ritrovata che fa pensare come il centrodestra unito vuole tentare nuove strade anche dove accordi sembravano impossibili, come ad esempio a Fondi, dove quest’anno si vota per l’elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale. L’accordo sulle provinciali, infatti, potrebbe definitivamente far crollare il castello di carte dell’alternativa a destra a Forza Italia con i partiti sovracomunali pronti a virare verso un’intesa che ricalchi l’alleanza nazionale, regionale e a questo punto, anche provinciale.
Rimane la questione di Stefanelli. Nei giorni scorsi aveva sottolineato pubblicamente come fosse il tempo di un presidente provinciale in grado di poter garantire autorevolezza e finestra del mandato. In molti avevano visto in quelle parole l’ipotesi di non essere disponibile a rimanere alla guida dell’ente. Nel frattempo, però, il Pd un passo in avanti l’aveva fatto, dando fiducia a Stefanelli. Secondo voci di corridoio, quello che molti avevano visto come un’assist non colto da Forza Italia, era in realtà il tentativo di provare a scalfire la compagine degli amministratori di centrodestra, proponendo chi aveva guidato la macchina provinciale in questi anni in segno di continuità. Se Dem e civici sembrano convinti su Stefanelli, i numeri adesso potrebbero non sorridere al presidente uscente. Dopotutto, come si dice sempre, dopo la riforma delle Province e l’elezione indiretta ad opera di sindaci e consiglieri comunali con voto ponderato, le Provinciali sono diventate delle elezioni che si risolvono in un conteggio quasi matematico. Si fa presto a fare statistiche e ipotizzare come possano uscire i voti nelle urne. Ma le sorprese possono sempre esserci.
Se il centrodestra si è unito sotto l’ala di Carnevale, tanto da spingere i segretari e coordinatori regionali dei vari schieramenti a spendersi per l’intesa, vuol dire che la candidatura è salda e forte. Dunque, rimane da capire se Stefanelli accetterà la difficile corsa – che potrebbe rivelarsi di bandiera – per tornare a vestire la fascia blu. Ma l’attesa, ormai, sembra poca: dopotutto si vota tra meno di un mese, il 15 marzo dalle 8 alle 20.
