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Pressione alta, il killer silenzioso: perché misurarla regolarmente è fondamentale e i segnali da non ignorare

L'ipertensione è spesso asintomatica ma può causare danni seri a cuore, reni e cervello: ecco come riconoscerla e prevenirla

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La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue spinge contro le pareti delle arterie. Quando questa pressione rimane costantemente elevata si parla di ipertensione, condizione che colpisce milioni di italiani e che spesso passa inosservata perché priva di sintomi evidenti, guadagnandosi il soprannome di “killer silenzioso”.

Perché è pericolosa

L’ipertensione non trattata aumenta il rischio di infarto, ictus, insufficienza renale e danni agli occhi. L’eccesso di pressione danneggia le arterie, rendendole meno elastiche e favorendo la formazione di placche aterosclerotiche. Anche il cuore ne risente: il muscolo cardiaco deve lavorare di più, aumentando il rischio di scompenso.

Segnali da non ignorare

Spesso non ci sono segnali evidenti, ma in alcuni casi possono comparire mal di testa persistenti, vertigini, palpitazioni o affaticamento. Per questo motivo è essenziale misurare regolarmente la pressione, soprattutto dopo i 40 anni o se si hanno fattori di rischio come obesità, familiarità per ipertensione o diabete.

Come si scopre

La diagnosi si basa su misurazioni ripetute della pressione arteriosa con strumenti clinici affidabili. Una volta confermata, il medico può decidere eventuali cambiamenti nello stile di vita o la terapia farmacologica più adatta.

Cosa cambia davvero nella vita quotidiana

Modificare alimentazione e abitudini è la prima arma: ridurre il sale, aumentare frutta e verdura, praticare attività fisica regolare, controllare il peso e limitare alcol e fumo. Per chi necessita di farmaci, seguirne attentamente il dosaggio è cruciale per prevenire complicazioni.

Errori comuni e falsi miti

• “Se non ho sintomi, non è grave”: falso, l’ipertensione può danneggiare organi vitali senza dare segnali immediati.
• “La pressione si misura solo dal medico”: falso, anche le misurazioni domestiche con dispositivi certificati sono efficaci per monitorare i valori.
• “Basta un po’ di attività fisica e passa”: utile, ma spesso serve un approccio combinato di dieta, attività e, se necessario, farmaci.

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