Ci sono luoghi che continuano a raccontare la propria storia anche dopo secoli di silenzio. Pianara è uno di questi. Nascosto tra la vegetazione e ancora in parte avvolto dal mistero, il sito archeologico alle porte di Fondi torna al centro dell’attenzione grazie a una nuova campagna di ricerche che sta restituendo elementi preziosi per comprendere il passato più antico del territorio.
I risultati delle ultime indagini saranno presentati sabato 13 giugno alle 19 al Museo Archeologico Città di Fondi, in un incontro pubblico dedicato alle attività condotte dal professor Massimiliano Di Fazio e dal team dell’Università di Pavia nell’ambito della concessione di scavo attiva sul sito, in collaborazione con il Comune di Fondi e la Soprintendenza.
Le novità non mancano. Le ricognizioni effettuate nel mese di aprile hanno infatti consentito di individuare numerose strutture archeologiche che fino a oggi erano rimaste invisibili, celate dalla vegetazione e non rilevabili neppure attraverso le tradizionali immagini satellitari o la fotografia aerea. Accanto alle nuove evidenze strutturali sono emersi anche materiali ceramici che contribuiscono ad arricchire il quadro conoscitivo dell’antico insediamento.
Un contributo determinante è arrivato dalle moderne tecnologie applicate alla ricerca archeologica. Tomografia elettrica, rilievi termici e analisi multispettrali effettuate con l’ausilio di droni hanno permesso agli studiosi di “leggere” il sottosuolo e individuare anomalie e tracce altrimenti impossibili da osservare. Strumenti che stanno aprendo nuove prospettive nello studio di un’area considerata dagli archeologi tra le più promettenti per la ricostruzione delle origini e dell’evoluzione del territorio fondano.

«Le attività svolte a Pianara stanno restituendo dati molto interessanti per comprendere meglio l’insediamento e il suo rapporto con il territorio», spiega il professor Massimiliano Di Fazio. «Le indagini non invasive consentono oggi di interpretare con maggiore chiarezza un contesto che conserva ancora enormi potenzialità di ricerca».
Per il sindaco Vincenzo Carnevale, i risultati ottenuti confermano il valore strategico degli investimenti nella ricerca archeologica. «Pianara rappresenta una risorsa straordinaria per Fondi. Ogni nuova scoperta contribuisce ad arricchire la conoscenza della nostra storia e rafforza il lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale cittadino».
L’appuntamento del 13 giugno sarà anche l’occasione per fare il punto sul ruolo sempre più centrale del Museo Archeologico di Fondi nella promozione della conoscenza del territorio. Un percorso che guarda al futuro attraverso nuovi allestimenti, strumenti multimediali e collaborazioni istituzionali. Tra gli ospiti sarà presente anche Gabriele Quaranta, responsabile del Museo Archeologico Nazionale di Formia, a testimonianza di una rete culturale che unisce realtà diverse nel racconto di una storia comune, quella di un territorio plasmato nei secoli dalla Via Appia e dalle civiltà che l’hanno attraversato.
«Per il Museo Archeologico Città di Fondi — sottolinea la direttrice Maria Cristina Recco — questa presentazione è un passaggio importante. Le novità su Pianara rafforzano il ruolo del Museo come luogo di conoscenza e racconto del territorio, in una fase in cui stiamo lavorando anche all’ampliamento del nuovo allestimento e alla realizzazione di un progetto multimediale dedicato alla storia archeologica di Fondi».
A Pianara, intanto, il lavoro continua. E ogni nuova indagine sembra confermare che sotto la superficie resta ancora molto da scoprire.