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Pestaggio in carcere e morte del dj di Formia Francesco Valeriano, si è costituito il quinto indagato

Ecco i nomi di chi, secondo le indagini, sarebbero i presunti responsabili della morta del 45enne, aggredito - pare - per futili motivi

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Roberto Aquilini, il 55enne accusato di aver fatto parte del gruppo dei cinque che ha pestato in carcere a Rebibbia Francesco Valeriano, procurando la morte, si è costituito.

Aquilini era l’unico ad essere sfuggito alla cattura dopo l’emissione delle 5 ordinanze cautelari da parte della Procura di Roma. L’ultimo degli arrestati si è costituito nel carcere romano di Regina Coeli accompagnato dal suo legale.

Ora anche lui come gli altri 4 accusati dell’omicidio del 45enne formiamo Claudio Valeriano, sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia. La settimana scorsa il GIP della Procura di Roma, Roberto Ranazzi, ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, oltre che ad Aquilini, anche nei confronti di Alessandro Buono, trentatreenne di Anzio, attualmente detenuto nel carcere di Civitavecchia, un nigeriano di quaranta anni, che si trova nel carcere di Napoli, Luca Di Vincenzo, ventisettenne di Villanova di Guidonia e Alessandro Piergallini, cinquantacinquenne di Guidonia e al momento recluso a Rebibbia.

Secondo l’autorità giudiziaria Francesco Valeriano sarebbe stato aggredito e pestato per futili motivi nella sua cella di Rebibbia, da dove fu trasferito prima al Policlinico di Roma, poi ad un centro di Montecompatri e poi al Policlinico di Tor Vergata dove ha cessato di vivere nel dicembre dell’anno scorso, dopo sei mesi di agonia.

Gravissime le lesioni riportate alla testa in seguito alla violenta aggressione nei confronti di Valeriano, che fu trasferito dal carcere di Cassino a Rebibbia per scontare una pena inflittagli per stalking nei confronti della ex moglie.

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