Indagando sul sodalizio criminale che si era imposto negli affari illeciti, gli investigatori della Polizia hanno ricostruito anche una serie di estorsioni e i metodi brutali utilizzati dagli indagati per convincere le vittime a pagare. In un caso, sia attraverso le intercettazioni che mediante la denuncia della vittima, la Squadra Mobile ha scoperto che Francesco D’Antonio, uno dei personaggi di spicco dell’indagine, tra l’altro già condannato alla pena di 16 anni per essere stato l’ispiratore dell’omicidio di Matteo Vaccaro nel 2011, si era attivato per aiutare uno spacciatore detenuto suo amico per recuperare un credito presso un cliente che gli doveva ancora 12.000 euro di droga ricevuta e non pagata.
Proprio durante l’indagine, D’Antonio avrebbe organizzato anche una spedizione punitiva per spaventare il debitore e convincerlo a pagare e i poliziotti erano intervenuti la sera del 30 dicembre quando la vittima dell’estorsione era riuscita a scampare a una rapina, scendendo dall’auto sulla quale era stato caricato a forza. Quella sera l’uomo era stato attirato in una trappola dall’ex fidanzata, per questo coinvolta anche lei nell’inchiesta e finita agli arresti domiciliari. Sotto casa della donna, in via Monte Petrella, era stato avvicinato da sconosciuti che l’avevano caricato in auto per minacciarlo dopo averlo costretto a consegnare loro 300 euro, prima che lui riuscisse ad aprire lo sportello e scendere dalla vettura in corsa mentre lo portavano via. Per quell’episodio sono indagati e sono finiti tra gli arrestati Christian Solito e Enzo Succi.
Successivamente i poliziotti avevano ascoltato la vittima, ricostruendo l’accaduto e il clima di ritorsioni nel quale era inserito. Il debitore aveva spiegato che in più occasioni sia D’Antonio che il suo braccio destro, Alex Iannaccone, lo avevano minacciato per convincerlo a onorare il debito di 12.000 euro. Lo avevano spaventato con frasi del tipo “ti apro la testa” oppure “se non paghi ti spacco una gamba o un braccio e così facciamo un cid” alludendo alla possibilità di simulare un incidente per in cassare il risarcimento. In un caso lo avrebbero costretto a consegnare loro 500 euro a parziale pagamento del debito.
