Non è un problema solo locale, non fa caldo solo in terra pontina e neppure solo nel Lazio. Il caldo, quello torrido e asfissiante delle ondate di calore africano continua a mordere e lo fa in tutta Italia. La giornata da oggi è da record se si considera che nei bollettini rilasciati dal Ministero della Salute la mappa è tutta rossa, ovvero allerta massima per le ondate di calore in tutta Italia. Un qualcosa che non si era mai visto e che continua a rendere insopportabile l’afa e le alte temperature.
Se da domani al nord qualcosa dovrebbe iniziare a cambiare dalle nostre parti la situazione, probabilmente non tenderà a migliorare fino almeno a dopo Ferragosto. Infatti, come specificato anche dagli esperti meteo, dovremo fare i conti con questa ondata di calore probabilmente ancora per un’altra decina di giorni.
A tutto questo si sommano le notizie che spiegano come in Italia il mese di luglio 2026 sia stato il più caldo mai registrato con medie anche peggiori di quelle del 2003.
Insomma, se non si può fare poi molto per invertire il trend della colonnina di mercurio, si può fare più di qualcosa per evitare che il caldo estremo abbia impatti sulla salute delle persone: in particolar modo i consigli degli esperti – apparentemente banali – sono sempre gli stessi.
In primo luogo il consiglio di bere molto, anche quando apparentemente non si ha sete. Questo vale soprattutto per gli anziani per evitare che rimangano disidratati a causa dell’eccessiva sudorazione. Non uscire e, comunque, non esporsi direttamente alla luce del sole nelle ore più calde della giornata. Non fare sport all’aria aperta, soprattutto quando il tasso di umidità è molto elevato o comunque nelle ore in cui il sole picchia maggiormente. E, infine, utilizzare ventilatori e aria condizionata in modo puntuale senza eccessiva escursione termica e senza puntarli direttamente al corpo.
Secondo le prime ricerche, in alcuni Paesi nei quali il caldo anomalo di questa estate è stato particolarmente impattante come in Spagna, il numero di decessi direttamente riconducibili a questo sarebbero molti. Pertanto, senza creare eccessivi allarmismi, è giusto tenere in considerazione le allerte del Ministero della Salute e tenere a memoria i consigli degli esperti.
