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Omicidio a Latina, l’autopsia: tre colpi per uccidere, uno a braccio e fianco, due alle spalle

Agli atti dell’inchiesta i pubblici ministeri hanno allegato una relazione preliminare del medico legale sulla dinamica dell’agguato

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In meno di ventiquattro ore il medico legale Maria Cristina Setacci, incaricata dalla Procura di effettuare l’autopsia sulla salma di Ibrahim Dibba, ha depositato una relazione preliminare sulle modalità dell’omicidio, che ha consentito di ricostruire in maniera orientativa l’agguato. Il documento è già finito agli atti dell’inchiesta, depositato dal procuratore capo Gregorio Capasso e dall’aggiunto Luigia Spinelli nel corso dell’interrogatorio celebrato a carico del terzo giovane sottoposto a fermo.

In particolare il medico legale ha valutato che chi ha sparato i colpi di pistola si trovava a una media distanza dalla vittima e l’ha centrata con tutti e tre i colpi esplosi. Altro dato rilevante riguarda la posizione del 27enne gambiano quando l’assassino lo ha avvicinato: era in piedi ed è stato colpito dal proiettile all’altezza del braccio destro, poi l’ogiva ha trapassato l’arto superiore ed è entrata nel corpo all’altezza del fianco destro, fermandosi sopra al bacino. Insomma, la vittima era di profilo, l’autore dell’omicidio l’ha avvicinato al fianco destro.

Quando l’assassino ha sparato, secondo il medico legale Setacci, Ibrahim Dibba di sarebbe girato istintivamente, come per cercare riparo, e per questo o è stato raggiunto alle spalle dagli altri due colpi di pistola, per l’esattezza ferito nella zona lombare. Per queste ferite, lo straniero è morto poco dopo il suo arrivo in ospedale, all’interno del pronto soccorso.

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