Se i primi due giovani fermati per l’omicidio di Ibrahim Dibba, ucciso a colpi di pistola, sono stati collocati sul luogo del delitto grazie a testimonianze dirette di chi si trovava con la vittima, il terzo è stato incastrato attraverso l’esame approfondito delle registrazioni delle diverse telecamere di video sorveglianza disseminate lungo i diversi spostamenti del commando dei giovani Di Silvio.
Prima di tutto c’è da dire che Gaetano Mattiuzzo è cugino dei due giovani sottoposti a fermo quando lui si era reso irreperibile. Sua madre Maria Giuseppina Di Silvio è sorella di Costantino Patatone, tutt’ora detenuto per scontare la pena per l’omicidio di Fabio Buonamano del 2010, a sua volta padre di Ferdinando detto Pescio, finito in carcere perché indiziato di avere guidato la Kia Picanto utilizzata durante l’agguato. I loro genitori sono cugini del sedicenne che invece è sospettato di avere sparato al gambiano di 27 anni uccidendolo.
Il padre di Mattiuzzo invece è Gianluca, tra i più fidati collaboratori dei Di Silvio durante la guerra criminale del 2010, quando faceva parte delle persone che avrebbero dovuto vendicare Carmine Ciarelli sparando all’autore del suo tentato omicidio, un piano fallito solo grazie all’intervento degli investigatori. Per quei fatti ha scontato una pena a 12 anni di carcere.
Tornando all’omicidio del 16 settembre scorso, Gaetano Mattiuzzo è stato filmato più volte dalle telecamere installate nella zona dell’ex Villaggio Trieste, mentre accompagnava gli altri due indiziati e altri giovani dello stresso gruppo, quando cercavano Ibrahim Dibba. È stato riconosciuto e identificato grazie alla fisionomia, ma è stato incastrato grazie soprattutto al tatuaggio che ha sulla mano e sul pollastro destri, attraverso una foto condivisa sui social network che lo ritraggono proprio insieme agli altri indagati.
Secondo la ricostruzione della Polizia, lo stesso 21enne che ieri si è costituito in caserma, si trovava in auto insieme agli altri due, più almeno un altro ragazzo non ancora identificato che sedeva sul sedile posteriore della Kia Picanto insieme a lui, quando è stato ucciso Dibba. Anzi, sarebbe stato proprio Gaetano Mattiuzzo a riportare a via Pionieri della Bonifica il sedicenne, perché in quella zona dove abitano entrambi sono stati ripresi da una telecamera poco dopo l’agguato, mentre scendono dall’auto arrivata da via Gran Sasso d’Italia, per dirigersi a piedi verso casa di un loro complice, lo stesso che ha spostato l’auto.
Intanto entrano nel vivo gli accertamenti tecnici irripetibili, visto che oggi è prevista l’autopsia in seguito all’affidamenti dell’incarico celebrato ieri dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, ma prosegue anche l’indagine per verifica le responsabilità di chi ha partecipato alle fasi preparatorie ovvero i loro ruoi in questa vicenda.
