Anche il terzo giovane sottoposto a fermo per l’omicidio di Ibrahim Dibba resta in carcere. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Paolo Romano, ha convalidato il fermo del ventunenne Gaetano Mattiuzzo, confermando la custodia cautelare adottata inizialmente dalla Procura all’esito dell’indagine che la Polizia ha svolto in pochi giorni sull’agguato a colpi di pistola consumato la sera di mercoledì 16 settembre in viale XXIV Maggio e Latina.
L’interrogatorio si è celebrato stamattina nella casa circondariale di via Aspromonte, dove il giovane era stato trasferito dopo essersi presentato spontaneamente in Questura, ovvero dopo essere rimasto irreperibile per alcuni giorni. Assistito dagli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. Solo nel pomeriggio di oggi il giudice ha sciolto la riserva, con l’ordinanza di convalida del fermo e di applicazione della misura restrittiva.
Gaetano Mattiuzzo, figlio di una Di Silvio, è indiziato di avere concorso, con gli altri due suoi cugini, nell’omicidio del gambiano di 27 anni, come per loro con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi. Prima di lui dietro le sbarre erano già finiti il sedicenne considerato colui che ha premuto il grilletto tre volte quella sera e Ferdinando Di Silvio detto Pescio, sospettato di essere colui che guidava invece l’auto durante l’agguato.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra Mobile, Mattiuzzo aveva anche partecipato alle fasi preparatorie dell’omicidio, quando il gruppo di giovani aveva cercato lo straniero, quindi si trovava a bordo dell’auto durante l’omicidio, presumibilmente seduto sui sedili posteriori. Tra l’altro stando alle registrazioni di una telecamera di video sorveglianza, era stato proprio lui a riportare in via Pionieri della Bonifica il minorenne esecutore materiale dell’omicidio. Avevano lasciato la Kia Picanto in strada e si erano diretti a casa di un complice per eliminare di dosso le prove dell’omicidio, poi l’uomo che li aveva aiutati si era anche prodigato per spostare la vettura nel piazzale dove, nelle ore successive, era stata trovata e sequestrata dalla Polizia.
