Home Attualità Nuovo ospedale Fondi-Terracina, sulla sanità si fa sempre polemica

Nuovo ospedale Fondi-Terracina, sulla sanità si fa sempre polemica

Dopo l'annuncio dell'emendamento in Regione si parla di luoghi e opportunità. Ma molti vorrebbero i servizi prima di pensare ad altro

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Tutto come previsto: quando si parla di sanità, la polemica è dietro l’angolo e, ogni argomento diventa terreno di scontro.

La premessa alla vicenda è stata data dall’intervento dei giorni scorsi del consigliere regionale di Forza Italia Cosmo Mitrano che, si è reso protagonista dell’approvazione alla Pisana di un emendamento per cancellare il Monumento Naturale del Lago di Fondi e riperimetrare quello del Parco Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi. Qualcuno potrebbe dire: ma cosa c’entra questo con una nuova struttura ospedaliera? Semplice: questa potrebbe vedere luce in zona Salto di Fondi, ai margini della Flacca e nell’area nota come Isola dei Ciurli.

Senza entrare nel merito della questione dell’opportunità logistica completamente opposta a quella che si è utilizzata in altre zone – come ad esempio per l’ospedale del Golfo a Formia, dove l’idea di poter immaginare una futura nuova stazione ferroviaria nei pressi della prossima struttura di realizzazione – in zona Salto non solo non ci sono binari, ma la viabilità già appare complessa, specie nei mesi estivi.

E allora la domanda diventa: perché una nuova struttura sanitaria? In realtà tale domanda se la sono posta sia nel Golfo che a Latina. Dove gli iter sono iniziati a partire dall’inizio degli anni venti del nuovo millennio, senza ancora aver smosso né espropri né una progettazione degna di nota che faccia immaginare l’inizio dei lavori da qui a breve.

Gli esperti della sanità e la governance parlano di progettazione e miglioramento dei servizi ai cittadini ma, gli stessi cittadini si pongono una domanda completamente opposta: abbiamo bisogno di una nuova struttura o di servizi? Effettivamente, al Fiorini di Terracina si potrebbe sicuramente ottenere di più. Anche perché di più è stato promesso da anni e da amministrazioni regionali di tutti i colori. Per non parlare del San Giovanni di Dio. Una struttura enorme che è più vuota che piena e che, in alcuni giorni e in alcuni orari si presenta più come una cattedrale deserta.

Dunque, serve un nuovo ospedale tra Fondi e Terracina? Probabilmente servirebbero fondi e una strategia politica che voglia realmente ridisegnare l’offerta territoriale, anche decentrando i servizi e migliorando le eccellenze. Quello di cui, invece, non si sente tutta la necessità, in un periodo in cui spuntano Case della Salute come funghi e si va verso l’implementazione della telemedicina, è di un nuovo gigante in cemento armato, per di più un’attuale area verde a qualche centinaia di metri dal mare.

C’è, comunque un “ma” che va considerato. Parliamo dei tempi (biblici) che riguardano la realizzazione delle opere pubbliche in questo Paese. Magari oggi non serve un nuovo ospedale, mentre tra qualche decennio sì. E allora tanto vale pensarci oggi, anche se togliendo quel vincolo, il rischio non è solo che nasca qualche nuova sala operatoria o qualche ambulatorio, ma anche qualche nuova speculazione edilizia.

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