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Nuova centrale biogas a Latina, il Consiglio di Stato respinge la sospensione chiesta dal Comune

L’appello dell’ente municipale dopo la bocciatura del Tar, contro l’impianto di Casal delle Palme, sarà valutato senza sospensione cautelare

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Dopo la bocciatura rimediata davanti ai giudici amministrativi del Tar, il Comune di Latina ha impugnato il provvedimento che dà ragione alla società che intende realizzare una centrale per la produzione di biogas in via Casal delle Palme, vicino Borgo Carso. Ma il Consiglio di Stato ha già rigettato la richiesta di sospensione del provvedimento del Tar chiesta dall’ente municipale, non ravvisando i presupposti per congelare la sentenza di primo grado in attesa della valutazione dell’appello nel merito, nella prossima seduta in camera di consiglio.

La vicenda riguarda il progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di biogas metano dalla fermentazione degli scarti di produzione agricola. La società aveva presentato il progetto nell’ottobre 2022 e il Comune non aveva eccepito alcun rilievo entro i trenta giorni previsti dalla legge, configurando il silenzio assenso. Un anno dopo, nel novembre del 2023, il Comune aveva comunicato l’avvio della procedura di annullamento in autotutela del titolo abilitativo.

La società aveva presentato un ricorso, che il Tar di Latina aveva accolto perché l’amministrazione locale avrebbe dovuto utilizzare i trenta giorni previsti dal deposito del progetto per valutarlo e, semmai, bocciare la procedura. Il Comune aveva impugnato la sentenza, ma prima che il Consiglio di Stato si pronunciasse, aveva avviato il riesame della Procedura Autorizzativa Semplificata, annullata nel marzo dello scorso anno. A quel punto la società aveva presentato un nuovo ricorso al Tar per la seconda bocciatura del progetto, che i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale avevano accolto lo scorso maggio, in pratica con le stesse motivazioni con le quali aveva accolto la prima istanza.

Ora il Comune ha presentato un nuovo appello al Consiglio di Stato, chiedendo anche la sospensiva dell’ultima decisione del Tar di Latina, che tuttavia i giudici di merito non hanno accolto.

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