Cambia l’organizzazione della medicina territoriale e si rafforza il ruolo delle Case della Comunità. Prende avvio una delle principali novità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: una presenza più strutturata dei medici di famiglia all’interno delle nuove strutture sanitarie di prossimità. Questo almeno quanto si vocifera negli ambienti della Regione. L’annuncio ufficiale ancora non c’è, ma dovrebbe arrivare a breve dopo mesi concitati di incontri e accordi saltati.
L’obiettivo è quello di rendere sempre più operative le Case della Comunità, destinate a diventare il punto di riferimento dell’assistenza sanitaria territoriale, integrando l’attività dei medici di famiglia con quella degli altri professionisti sanitari e favorendo una presa in carico più efficace dei pazienti, soprattutto cronici e fragili.
Nel Lazio il percorso di riorganizzazione è già stato avviato nei mesi scorsi attraverso linee guida regionali rivolte alle Aziende sanitarie, con l’intento di uniformare l’organizzazione dei servizi e superare le differenze che negli anni si erano create tra i diversi territori.
Sarà questa la volta buona per la svolta sanitaria nel Lazio? Sembra proprio di sì. Ma per avere un riscontro concreto meglio attendere l’ufficialità e primi passi concreti in tal senso.
