La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha chiesto alla Procura della Repubblica del capoluogo partenopeo l’adozione di 45 misure cautelari, tra cui figura un 50enne di Sperlonga, nell’ambito dell’inchiesta sui cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari.
L’indagine è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli. Gravissime le accuse a vario titolo nei confronti degli indagati; si ipotizzano l’associazione di tipo mafioso, il concorso esterno al trasferimento fraudolento di valori, la corruzione alle fatture per operazioni inesistenti, fino a frodi, reati in materia di lavoro e favoreggiamento personale.
L’inchiesta riguarda gli appalti e subappalti che sarebbero riconducibili a vari consorzi; responsabili di cantiere avrebbero favorito Areco rispetto alle altre imprese, con una serie di benefici, tra cui pagamenti preferenziali, in cambio di “mazzette”. Ai vertici del gruppo ci sarebbero i Mazzacane di Marcianise e in particolare Pasquale e Camillo Belforte. Da definire la posizione del 50enne di Sperlonga, nei confronti del quale è stato chiesto l’arresto. Ora si attendono le decisioni della Procura napoletana.
