Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina ha dissequestrato e disposto la restituzione del patrimonio riconducibile al quarantenne venditore di auto Alessandro Agresti, vale a dire 19 immobili tra Latina, Anzio e Roma, otto società e un centinaio di auto per un valore stimato in nove milioni di euro circa.
La decisione è stata assunta in seguito all’istanza depositata dal collegio difensivo composto dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Marco Nardecchia, Matteo Salis, Luigi Angelucci, Emanuele Farelli e Annarita Formicola nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Latina che vede coinvolti anche la moglie e il padre di Agresti e un suo collaboratore nella gestione dell’autosalone VipMotors di via Mameli a Latina.
Il provvedimento del giudice Paolo Romano è la conseguenza della decisione con la quale il Tribunale del Riesame di Roma aveva annullato la custodia cautelare per i quattro indagati, adottate separatamente dal sequestro.
Il collegio penale capitolino infatti non aveva ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza ravvisati dal pubblico ministero, in merito al reato di trasferimento fraudolento di beni e quindi anche alle ipotesi di autoriciclaggio legate alla prima contestazione. Sebbene la Procura avesse dato parere contrario, insistendo per la conferma del sequestro, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina ha condiviso le valutazioni del Tribunale del Riesame di Roma.
