Aprire un confronto con la Regione Lazio per individuare interventi concreti in grado di ridurre i tempi di attesa e migliorare l’accesso alle cure. È questa la richiesta avanzata dalla Cgil di Roma e del Lazio, che ha inviato una lettera all’amministrazione regionale dopo la pubblicazione degli ultimi dati Agenas sull’andamento delle liste d’attesa.
Più che soffermarsi sui numeri, il sindacato punta ad avviare un percorso condiviso per affrontare una delle questioni più delicate della sanità pubblica, quella dell’accessibilità alle prestazioni sanitarie e della tutela del diritto alla salute.
Secondo la Cgil, infatti, il Lazio registra un peggioramento nel rispetto dei tempi di garanzia sia per le prime visite specialistiche sia per gli esami diagnostici nel confronto tra il primo semestre del 2025 e quello del 2026. «Abbiamo scritto alla Regione Lazio chiedendo un incontro per condividere soluzioni e strategie per invertire la tendenza», spiega il sindacato, sottolineando come l’obiettivo sia «fare in modo che il diritto alle cure e alla salute sia pienamente garantito attraverso il servizio sanitario regionale pubblico».
Nel documento viene evidenziato come, per alcune tipologie di accertamenti diagnostici da eseguire entro dieci giorni, in alcune aziende sanitarie i tempi medi superino ormai il mese. Una situazione che, secondo la Cgil, rischia di avere ripercussioni non solo sull’organizzazione del sistema sanitario, ma anche sul benessere delle persone. «Continuano ad esserci, ed aumentano, cittadini costretti a rivolgersi al privato, pagando di tasca propria, o addirittura a rinunciare alle cure in assenza di una risposta pubblica adeguata», osserva il sindacato.
Da qui la richiesta di un tavolo di confronto con la Regione, nella convinzione che il tema delle liste d’attesa debba essere affrontato attraverso una programmazione condivisa e interventi strutturali, con l’obiettivo di rendere più tempestivo l’accesso alle prestazioni e rafforzare la sanità territoriale e ospedaliera. Un confronto che, nelle intenzioni della Cgil, vuole mettere al centro non soltanto l’efficienza del sistema, ma soprattutto la salute e la qualità della vita dei cittadini.
