Non ci sono soltanto Irpef e imposte nazionali. Una parte sempre più consistente del reddito delle famiglie della provincia di Latina viene assorbita da addizionali locali, tributi e tariffe.
A fotografare la situazione è il dossier “Fiscalità territoriale e impatto sui redditi delle famiglie nel Lazio”, realizzato da Uil Lazio ed Eures, che analizza l’evoluzione del prelievo locale tra il 2019 e il 2024.
Il dato più evidente riguarda l’addizionale regionale Irpef: nel 2024 un contribuente della provincia di Latina ha versato in media 595 euro, contro i 465,3 euro del 2019.
La crescita in cinque anni è del 27,9%, pari a quasi 130 euro in più per contribuente.
Nel capoluogo sale anche l’addizionale comunale
Anche sul fronte comunale il confronto con il 2019 mostra un aumento.
A Latina città l’addizionale comunale media è arrivata a 242,1 euro per contribuente, rispetto ai 218,2 euro di cinque anni prima. L’incremento è dell’11%.
Considerando invece l’intera provincia, la media si attesta a 208,7 euro, il secondo valore più elevato tra le province del Lazio dopo Roma, dove si arriva a 313,4 euro.
“Numeri che restituiscono l’immagine di un territorio alle prese con un consistente aumento del prelievo fiscale locale, particolarmente marcato nella sua componente regionale – commenta Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina –. Un fenomeno che merita attenzione per le ricadute sulle condizioni socioeconomiche della popolazione, poiché le imposte incidono sul reddito disponibile e influiscono non poco sulla capacità di spesa delle famiglie”.
Con 40mila euro di reddito si pagano 1.412 euro di addizionali
Il dossier prova anche a tradurre il peso delle imposte in situazioni concrete.
Utilizzando un reddito 2024 e le regole fiscali del 2025, la simulazione indica che un contribuente residente nel capoluogo con 20mila euro di reddito imponibile versa complessivamente 506 euro di addizionali.
Con un imponibile di 40mila euro, il conto sale invece a 1.412 euro.
Ma le addizionali rappresentano soltanto una parte delle uscite che gravano sulle famiglie.
Tra Tari, Imu e servizi il conto arriva a 5.800 euro
Al prelievo sul reddito vanno infatti aggiunti Imu, Tari, bollette del servizio idrico e rette degli asili nido.
Mettendo insieme tutte queste componenti, secondo il dossier un contribuente con un reddito di 20mila euro arriva a sostenere una spesa annuale complessiva di circa 3.500 euro.
Per chi dichiara 40mila euro, la somma sale a circa 5.800 euro all’anno.
È su questo insieme di costi che la Uil di Latina concentra la propria iniziativa, chiedendo un confronto con le istituzioni locali per arrivare ad accordi capaci di alleggerire il carico fiscale su lavoratori e pensionati.
Garullo: «Ridurre le tasse a chi le paga regolarmente»
La richiesta del sindacato non riguarda soltanto la riduzione delle imposte, ma anche il contrasto all’evasione e la salvaguardia dei servizi pubblici.
“Ridurre le tasse a chi le paga regolarmente deve essere un obiettivo da perseguire anche attraverso un efficace contrasto all’evasione fiscale – conclude Garullo – Allo stesso tempo, la riduzione di imposte e tariffe non deve tradursi in un arretramento dei servizi essenziali, dalla sanità all’assistenza sociale, fino al sostegno alle famiglie. La vera sfida è coniugare maggiore equità fiscale e qualità dei servizi offerti alle persone”.
Per la Uil, dunque, il nodo non è soltanto quanto si paga, ma come distribuire il peso fiscale senza comprimere ulteriormente il reddito disponibile e senza ridurre la qualità dei servizi essenziali.
