A Latina il teatro non è mai stato soltanto un palcoscenico. È stato un luogo di incontro, un laboratorio culturale e uno spazio dove generazioni di attori e appassionati hanno imparato a raccontarsi. Da questo spirito nasce l’iniziativa in programma venerdì 13 marzo alle ore 20.00 alla Fattoria Prato di Coppola, una serata che unisce memoria e convivialità.
L’appuntamento, una “teatro/pizza”, riunirà compagnie teatrali amatoriali e professionali, amici e appassionati per ricordare tre figure che hanno segnato la storia del teatro pontino: Armando Cafaro, Gabriele Sanges e Mariano Di Martino.
I protagonisti della storia del teatro pontino
Per molti latinensi sono stati, con affetto, i veri “papà” del teatro cittadino. A partire dagli anni Novanta hanno contribuito a costruire una scena culturale vivace, accendendo riflettori quando ancora le strutture teatrali erano fragili e portando pubblico e giovani verso il palcoscenico.
Hanno formato attori, dato vita a nuove compagnie e costruito stagioni teatrali che hanno segnato la crescita culturale della città.
Una serata tra ricordi e improvvisazione
La serata sarà volutamente semplice e informale, nello spirito che caratterizzava i tre protagonisti. Non un convegno celebrativo, ma un incontro fatto di ricordi, aneddoti, monologhi, poesie e improvvisazioni.
Si reciterà “a soggetto”, senza copione e senza gerarchie: chi vorrà potrà intervenire e condividere un ricordo o un pensiero, mentre chi preferirà potrà semplicemente ascoltare.
L’idea dell’iniziativa è stata lanciata da Dante Taddia, che per oltre dieci anni ha collaborato con Gabriele Sanges, con l’obiettivo di ritrovarsi attorno a un tavolo e sentirsi ancora una volta parte di una compagnia.
Il legame con il Teatro Cafaro
Il nome di Armando Cafaro vive oggi nel teatro che gli è stato intitolato vent’anni fa, un luogo che rappresenta molto più di un edificio: è il simbolo di una stagione culturale per la città.
Proprio in questi giorni è stata resa nota la notizia di un importante intervento di riqualificazione del Teatro Cafaro, finanziato con 2,5 milioni di euro di fondi FESR, con lavori previsti fino al 2027.
Memoria e futuro del teatro
La serata del 13 marzo sarà quindi non solo un omaggio a tre protagonisti del teatro pontino, ma anche un passaggio ideale tra passato e futuro.
Perché, come insegnavano Cafaro, Sanges e Di Martino, il teatro non vive di nostalgia ma di presenza: vive ogni volta che qualcuno sale su un palco o prende la parola per raccontare una storia.
