Nell’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per generazioni, Latina finisce molto indietro in tutte e tre le graduatorie: 97ª su 110 per i bambini, 95ª per i giovani e 98ª per gli anziani. Non è un inciampo isolato, ma un risultato trasversale. Il territorio non arretra solo su una fascia d’età: fatica quasi ovunque.
Bambini: il problema non è solo nascere, ma crescere qui
Nella classifica dedicata ai bambini, Latina è 97ª su 110. Il dato racconta un territorio dove alcuni indicatori non sono disastrosi, ma quelli più legati alla vita quotidiana dei minori pesano molto.
Il tasso di fecondità colloca la provincia al 57° posto, mentre la presenza di parenti su cui contare è al 52°. Anche i servizi di prossimità raggiungibili in 15 minuti sono al 47° posto. Numeri non eccellenti, ma nemmeno da fondo classifica. Il problema emerge quando si passa dai legami familiari e dalla geografia quotidiana ai servizi veri e propri.
Latina è 75ª per copertura degli asili nido, 89ª per bambini che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia e addirittura 103ª per partecipazione al sistema scolastico dei bambini. Sono posizioni che pesano, perché riguardano la capacità del territorio di accompagnare l’infanzia non solo dentro la famiglia, ma dentro una rete pubblica e comunitaria.
Ci sono poi i dati sugli edifici scolastici. Latina è 101ª per scuole con mensa e 90ª per edifici scolastici con palestra. Va meglio sui giardini scolastici, dove la provincia sale al 26° posto, e sulla retta della mensa scolastica, dove arriva addirittura 9ª. Ma il quadro resta sbilanciato: qualche indicatore positivo non basta a compensare una dotazione complessiva debole.
Anche sul piano sanitario il segnale non è rassicurante. Latina è 95ª per pediatri ogni mille residenti tra 0 e 14 anni, mentre va meglio sugli infermieri pediatrici, dove si colloca al 35° posto. È una differenza che racconta bene il problema: non tutto manca, ma l’offerta appare discontinua, con alcuni tasselli presenti e altri molto fragili.
Giovani: si può anche partire bene, ma poi manca il contesto
La classifica dei giovani è forse quella più interessante, perché mostra una provincia con qualche energia reale, ma incapace di trasformarla in prospettiva. Latina è 95ª su 110, quindi ancora una volta nella parte bassa della graduatoria.
Non mancano alcuni segnali positivi. L’imprenditorialità giovanile è al 25° posto, un dato che conferma una certa vitalità. Anche l’incidenza del canone di locazione sul reddito è al 21° posto, quindi molto migliore rispetto a tante altre province. Le trasformazioni a tempo indeterminato sono al 49° posto, così come le aree sportive.
Il problema è ciò che accade intorno a questi punti di forza. Latina è 71ª per disoccupazione giovanile, 91ª per laureati, 90ª per giovani Neet e 88ª per soddisfazione per il proprio lavoro.
Colpiscono anche gli indicatori sulla vita sociale e civile. Latina è 104ª per concerti e 104ª per partecipazione civile, mentre gli amministratori under 40 sono al 103° posto. Sono numeri che dicono una cosa semplice: i giovani ci sono, ma spesso non trovano spazi, occasioni e luoghi in cui contare davvero.
Il rischio è quello di un territorio che chiede ai giovani di restare, ma non sempre offre motivi sufficienti per farlo. Non basta avere affitti relativamente meno pesanti o qualche possibilità imprenditoriale, se poi mancano lavoro soddisfacente, cultura accessibile, partecipazione e reti di protagonismo.
Anziani: servizi presenti, ma non abbastanza forti
Anche per gli anziani Latina finisce in basso: 98ª su 110. Qui il dato più evidente è la distanza tra alcuni servizi sociali che funzionano meglio e una fragilità complessiva del sistema sanitario, culturale e relazionale.
La provincia si colloca al 30° posto per assistenza domiciliare, un risultato buono, e al 45° per utenti dei servizi sociali comunali. Anche il trasporto per anziani e disabili, al 53° posto, non è tra i peggiori. Sono segnali che mostrano una presenza di interventi, almeno su alcuni fronti.
Ma poi arrivano gli indicatori più pesanti. Latina è 100ª per geriatri, 94ª per posti letto per specialità ad elevata assistenza, 82ª per posti letto nelle Rsa e 84ª per speranza di vita a 65 anni. In un territorio che invecchia, sono numeri che non possono essere letti come dettagli tecnici.
Ancora più forte è il dato sulla partecipazione. Latina è 106ª per partecipazione civile degli anziani e 105ª per biblioteche. È qui che la qualità della vita smette di essere solo una questione sanitaria e diventa una questione di comunità. Invecchiare bene non significa soltanto avere cure, medici e farmaci. Significa poter continuare a uscire, partecipare, leggere, incontrare persone, sentirsi parte di qualcosa.
In questo senso, il dato sugli anziani si collega perfettamente a quello sui giovani. La provincia appare fragile non solo nei servizi materiali, ma anche nei luoghi della relazione e della partecipazione. È un problema che attraversa le età.
