Home Politica Latina, le dimissioni dell’assessore e la commedia con il sindaco spettatore

Latina, le dimissioni dell’assessore e la commedia con il sindaco spettatore

Il day after dell’uscita dalla Giunta dell’assessore Ada Nasti non placano le polemiche né le ipotesi attorno la maggioranza

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È sembrata un’uscita di scena costruita con cura e in accordo tra le parti, cioè l’ex assessore al Bilancio Ada Nasti e il sindaco Matilde Celentano. Teatro della commedia il Comune di Latina, dove erano arrivate al punto di non ritorno le simulazioni di pacifica convivenza tra il rigore della Nasti e gli obiettivi politici necessari per la tenuta della coalizione che sostiene l’amministrazione.

Il terreno del conflitto è stato quello delle sorti dell’azienda speciale dei rifiuti, Abc. Dopo la nota del 31 dicembre 2025 con cui il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Latina, Tonino Del Giovine, strapazzava gli amministratori di Abc che gli avevano chiesto conto delle esternazioni rese in Commissione Bilancio il 12 dicembre 2025, il solco che da tempo vedeva su sponde opposte l’assessore al bilancio e il resto dell’amministrazione sul caso Abc, è diventato un crepaccio insuperabile.

Ada Nasti, sostenuta dal dirigente del settore finanziario Diego Vicaro, non ha mai voluto saperne di aderire alle continue richieste di ulteriori risorse da parte di Abc e del collega assessore all’Ambiente Franco Addonizio, sostenendo che quello svolto dall’azienda speciale è un servizio i cui costi sono sostenuti dalle bollette pagate dai cittadini e i bilanci devono essere chiusi in pareggio, perché un’azienda speciale non ha fini di lucro.

E’ anche previsto che il Comune provveda alla copertura di eventuali costi sociali dell’azienda speciale, ma di fronte alle dichiarazioni di utili riportate in bilancio, l’esborso di ulteriori somme da parte del Comune sarebbe stato un azzardo. Una tesi sulla quale il Presidente del Comitato dei Revisori del Comune ha aggiunto del suo, traendo conclusioni che hanno messo l’ente con le spalle al muro. La domanda che Del Giovine ha posto al sindaco è finanche banale: come fa Abc a chiedere ulteriori risorse al Comune se i suoi bilanci, dal 2018 al 2024, sono stati sempre in utile? E se quegli utili dichiarati sono stati prodotti da eccedenze dei trasferimenti di risorse da parte dell’ente, così facendo il Comune ha generato un danno a se stesso e ai cittadini, chiamati a pagare in bolletta più di quanto avrebbero dovuto, utili di esercizio compresi. Senza trascurare inoltre che gli utili in bilancio sono tassati, e quindi dal 2018 ad oggi il Comune di Latina ha regalato un indebito arricchimento allo Stato, anche quello versato dalle tasche dei cittadini. Da qui la situazione di stallo: i tecnici da una parte e la politica dall’altra. Noi Moderati e l’assessore Addonizio impegnati per soddisfare le richieste, anche quelle impossibili, di lavoratori, sindacati e Abc, e dall’altra parte il servizio Finanziario del Comune, con l’assessore Nasti in testa, fermi sulla linea di rispetto della legittimità amministrativa.

Qualcuno doveva cedere. Quello che serviva era escogitare la formula capace di mascherare il dissidio interno. Si arriva così all’assessore sfiancato dal pendolarismo che si riavvicina a casa (Terracina); che viene accolto a braccia aperte dal sindaco di Terracina, anche lui espressione di Fratelli d’Italia; che viene salutato con un lacrimevole e riconoscente comunicato del sindaco Celentano, di quelli che si preparano per tempo e con cura, e non dettati sull’onda emotiva di un abbandono con sbattere di porte. Insomma, un abbandono indolore, operato con cura dei dettagli, perfino con un saluto alla Giunta e con una veloce uscita sui giornali degli assessori Muzio e Addonizio, che denunciando la penuria di risorse loro concesse in bilancio avrebbero dato origine al precedente capace di indispettire Ada Nasti inducendola a fare le valigie in fretta e furia. Uno spettacolino da principianti, come se la responsabilità di un bilancio comunale avaro con urbanistica e con l’ambiente si possa addebitare a un assessore anziché al Sindaco, un sindaco che non si è risentito per le dichiarazioni della Muzio e di Addonizio.

Nessun fulmine a ciel sereno, la prima parte della sceneggiata è andata via così. Adesso manca qualche rifinitura: la partenza del dirigente del servizio Finanziario Diego Vicaro alla volta della Regione, e poi, dulcis in fundo, qualche terremoto in casa del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune.

Così, aggiungendo agli utili di esercizio dell’azienda speciale gli utili politici per la tenuta della maggioranza, in Piazza del Popolo pensano di aver risolto la questione di Abc. Non è una prospettiva invidiabile per il prossimo assessore al Bilancio del Comune di Latina, probabilmente già individuato e pronto ad entrare in scena per il secondo atto di questa commedia messa su per premiare il servizio più scadente tra quelli destinati ai cittadini di Latina, l’igiene ambientale.

L’opposizione? Costretta alla sordina, visto che la genialata degli utili in bilancio accompagna Abc da sempre, fin dal primo documento contabile del 2018. Quando si dice la continuità amministrativa.

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