Dietro il bancone di un “compro oro” non passano soltanto gioielli e contanti. Ci sono anche una serie di informazioni che devono essere registrate, conservate e, quando necessario, segnalate. È proprio su questo fronte che si è concentrato un controllo della Guardia di Finanza di Latina, concluso con la contestazione di diverse irregolarità e con la sospensione dell’attività commerciale per un mese.
Nel mirino delle Fiamme Gialle è finita una ditta individuale del capoluogo che opera nel settore della compravendita di oggetti preziosi. Il controllo è stato condotto dai militari specializzati del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e ha riguardato il rispetto degli obblighi previsti per prevenire il riciclaggio di denaro e l’impiego di risorse di provenienza illecita.
Gli accertamenti hanno preso in considerazione la documentazione relativa alla clientela e alle singole operazioni, verificando anche la corretta acquisizione e conservazione dei dati identificativi, dei documenti e delle immagini degli oggetti preziosi ceduti.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli obblighi di segnalazione delle operazioni ritenute sospette e alle regole che disciplinano i trasferimenti di denaro contante.
Al termine dell’attività, i finanzieri hanno rilevato diverse violazioni amministrative a carico del titolare. Per le irregolarità contestate, la normativa prevede un quadro sanzionatorio particolarmente pesante: gli importi possono infatti variare da un minimo di 20.500 euro fino a un massimo di 244.500 euro.
Ma le conseguenze non si sono fermate alle sanzioni economiche. A seguito del procedimento amministrativo, la Questura di Latina ha disposto anche la sospensione per 30 giorni della licenza necessaria per l’esercizio del commercio di oggetti preziosi.
Il controllo rientra nell’attività della Guardia di Finanza finalizzata a presidiare un settore considerato particolarmente delicato sul fronte della tracciabilità delle operazioni e della prevenzione del riciclaggio. L’obiettivo, spiegano le Fiamme Gialle, è verificare che gli operatori rispettino gli obblighi previsti e impedire che attività commerciali possano diventare un canale per il reimpiego di denaro di origine illecita.
