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L’accusa di aver truffato l’Asl, poi l’assoluzione con formula piena per il medico dell’ospedale di Formia

Il Tribunale ha riscontrato come il fatto non sussiste. L'accusa legata a prestazione mediche per il rilascio di certificati sportivi

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Era accusato di aver truffato l’Azienda Sanitaria Locale di Latina, ma i giudici del Tribunale di Cassino lo hanno assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.

La sentenza ha riguardato un dirigente medico, all’epoca dei fatti in servizio presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia, difeso dall’avvocato Domenico Di Tano. L’accusa era fondata sul fatto che il medico, inducendo in errore l’ASL che si è costituita parte civile, avrebbe ottenuto un ingiusto profitto per un importo superiore ai diecimila euro. Le indagini del Nucleo Anti Sofisticazione dei Carabinieri di Latina, aveva evidenziato visite mediche in alcune palestre del sud della provincia finalizzate al rilascio di certificati di idoneità alla pratica sportiva non agonistica.

Certificati che, per la Procura, il medico avrebbe rilasciato dietro compenso in assenza delle prescritte autorizzazioni. L’avvocato Domenico Di Tano, difensore di fiducia del medico, ha sostenuto sin dalle battute iniziali del processo, con fermezza e rigorosi riscontri documentali, la piena legittimità dell’operato del suo assistito, riuscendo a dimostrare l’infondatezza e l’insussistenza delle accuse mosse.

Sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui dirigenti della ASL, che hanno ricostruito correttamente come si erano svolti i fatti. L’avvocato Di Tano ha provato come la condotta del medico non avesse in alcun modo violato la legge, né tantomeno arrecato un danno all’azienda sanitaria, riconducendo l’intera vicenda nell’alveo della piena regolarità. Le tesi del noto legale sono state accolte dai giudici che hanno assolto il medico con la formula più ampia.

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