La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della difensa di Enrico Tiero, il Consigliere regionale finito al centro di un’inchiesta per corruzione e traffico di influenze, contro la decisione del Tribunale del Riesame di concedergli i permessi, con limitazioni, per fare visita alla madre quando era ancora sottoposto agli arresti domiciliari, nel frattempo annullati a fine maggio.
Il politico era stato sottoposto alla custodia cautelare lo scorso 18 ottobre e successivamente i suoi difensori avevano chiesto, al Tribunale, la possibilità di concedergli il permesso di fare visita alla madre, che il giudice per le indagini preliminari aveva negato ritenendo concreto il pericolo di inquinamento delle prove.
Una decisione che la difesa aveva impugnato, con un ricorso che il Tribunale del Riesame di Roma aveva accolto, concedendo però i permessi a Enrico Tiero con la limitazione di tre giorni a settimana per la durata di due ore. La decisione era arrivata il 26 marzo, ma nel frattempo il 3 marzo era stato emesso il decreto di giudizio immediato per il politico.
I difensori avevano impugnato anche la pronuncia del Tribunale del Riesame, con un ricorso che la Corte di Cassazione ha accolto. Come si legge dalle motivazioni depositate ieri, non c’era ragione che i giudici dovessero imporre una limitazione agli incontri del politico con la madre, perché la decisione del Tribunale del Riesame era arrivata dopo il rinvio a giudizio, quindi con l’indagine ormai chiusa e in assenza di un pericolo di inquinamento delle prove. Anche perché gli stessi giudici che avevano concesso gli incontri al politico, avevano ravvisato che la figura della madre era estranea alle indagini.
Nel frattempo Enrico Tiero è tornato in libertà, ma la Suprema Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale del Riesame di Roma per una nuova valutazione.
